mercoledì, 19 Gennaio 2022

Garavaglia: con la stretta ai viaggi operatori turistici in sofferenza

Ribadisce la “totale fiducia” nel premier Draghi, ma critica la stretta ai viaggi, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, in particolare il poco dibattito che l’ha preceduta. “Troppo in fretta e con nessun preavviso”, denuncia il ministro in un’intervista al Corriere della Sera, in cui dice nettamente che “no”, non è d’accordo con la misura. “È una mazzata inaspettata, purtroppo non se ne è parlato a sufficienza e sarebbe stato meglio discuterne più approfonditamente”, attacca Garavaglia. Il problema per il ministro è “l’assoluta impossibilità da parte degli operatori del settore di programmare l’attività”. Una misura che, “introdotta dall’oggi al domani, crea enormi problemi a chi doveva mettersi in viaggio”, prosegue l’esponente della Lega. Ma dichiara: “Ho totale fiducia in Mario Draghi”. Ciò che serve per il ministro “non è una comunicazione martellante, bensì la capacità di trasferire messaggi corretti”. Sul Bonus vacanza non ancora interamente utilizzato, “risulta ci siano ancora circa 280 milioni” residuali e Garavaglia ritiene “che almeno 100 milioni siano necessari per integrare le risorse già esistenti”.

Inoltre, ieri, al question time il ministro aveva affrontato il tema della cassa integrazione. “D’intesa con il ministro Orlando la settimana prossima si aprirà un tavolo per la prosecuzione della cassa integrazione” per il settore turistico, “ovviamente necessaria alla luce della situazione non ancora chiaramente risolta”. “Non è solo una questione di risorse, ma anche di regole”, ricorda Garavaglia che invoca su questo “la massima uniformità” tra i diversi paesi. “E’ il motivo per cui abbiamo chiesto al ministro Speranza di aprire ulteriori corridoi in sicurezza”. Garavaglia cita “Cuba, Capo Verde, Oman, Yucatan, che sono paesi sicuri – dice – dove si può andare senza timore”. Ma questo, aggiunge, oltre a dare agli operatori la possibilità di fare un po’ di fatturato aggiuntivo “che non guasta in un momento di enorme difficoltà”, è giusto “anche dal punto di vista del buon senso”. L’esempio del ministro è la crociera: “E’ difficile spiegare ad un italiano imbarcato che ai Caraibi lui non può scendere mentre il suo vicino francese sì”. Lo stesso, aggiunge, “se un italiano va in mar Rosso o in Oman, lui lì non può scendere mentre i francesi sì. Queste regole differenti mettono in enorme difficoltà proprio la programmazione e l’organizzazione del settore, per cui mi auguro che si trovi presto una soluzione anche per quello che riguarda i possibili corridoi aggiuntivi che si possono aprire”.

Il ministro Garavaglia annuncia anche uno stanziamento aggiuntivo al fondo con un emendamento alla legge di bilancio. “Ne abbiamo parlato in consiglio dei ministri: per questioni tecniche non è entrato nel decreto Covid, ma ci sarà un emendamento alla legge di bilancio con un cospicuo rifinanziamento del fondo”. Ci sono realtà, ha fatto notare il ministro, “che in estate sono andate abbastanza bene ma questo non basta”. Per il settore, ha ricordato, “abbiamo nel bilancio del ministero del Turismo 120 milioni nel fondo nazionale del turismo e di parte corrente, ma sono soldi che servono oltre che per i sostegni anche per il rilancio e promozione che non dobbiamo dimenticare. A questi si aggiungono 50 milioni in conto capitale e, più in generale, c’è un fondo di 150 milioni di euro per le aziende ancora in particolare difficoltà per il Covid, ma questo non basta. E’ evidente che il settore del turismo è ancora in crisi, nonostante il rimbalzo del pil il settore è ancora in difficoltà”.

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