IA nei viaggi: per il 44% degli italiani è realtà, ma le aziende rincorrono
21 Ottobre 2026, 11:10
Nel 2026 il 44% dei viaggiatori italiani ha utilizzato l’intelligenza artificiale per attività legate al viaggio, con un incremento di 11 punti percentuali rispetto al 33% del 2025 (superando la media europea del 42%). L’uso resta tuttavia concentrato prevalentemente sulla fase di ricerca di informazioni (35%), mentre l’adozione di agenti IA per le prenotazioni si attesta al 4% e per i pagamenti all’1%. Tra chi la utilizza, ben il 90% degli italiani la giudica utile o fondamentale.
I dati emergono dalla ricerca 2026 dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, presentata al TTG Travel Experience su un campione di 504 viaggiatori italiani e 7.590 europei.
L’analisi di SAP Concur e le sfide per i viaggi d’affari
Le evidenze dell’Osservatorio incrociano i dati della Global Business Travel Survey 2026 di SAP Concur, evidenziando un divario tra l’adozione individuale e i processi aziendali:
- Shadow AI in trasferta: il 62% dei business traveller italiani dichiara di aver utilizzato o di essere disposto a utilizzare strumenti di IA non approvati dall’azienda (unapproved AI tools).
- Governance e controllo: la sfida principale per le imprese consiste nell’integrare l’IA nella gestione di viaggi e spese per mantenere il controllo dei costi, garantire il rispetto delle policy e ottenere visibilità sulla spesa.
- Integrazione tecnologica: per trasformare i dati in decisioni operative occorrono processi integrati, dati affidabili e obiettivi misurabili che semplifichino la gestione e supportino i lavoratori in mobilità.
“La familiarità con l’IA arriva in trasferta prima dei processi che dovrebbero governarla. L’IA nei viaggi non è più solo una tendenza: alle aziende serve per decidere meglio, mantenendo insieme controllo dei costi, rispetto delle policy e qualità dell’esperienza di chi viaggia“, ha detto Andrea Piccinelli, Head of SAP Concur Italy.