Viaggiare in sicurezza, l’Europa verso il liberi tutti: dal Regno Unito alla Scandinavia

L’Europa si avvia a una fase di convivenza più o meno pacifica con il Covid. L’allentamento delle restrizioni procede senza intoppi e Londra, ancora una volta, è pronta a bruciare le tappe eliminando quelle residue il 21 febbraio, un mese prima del previsto. La Francia da parte sua punta alla revoca del Super green pass a fine marzo e la spinta ad un ritorno alla normalità è forte anche oltreoceano, tanto che New York abbandona le mascherine al chiuso.

I britannici per primi si sono liberati delle mascherine e di quasi tutto il resto, a fine gennaio, quando le autorità hanno deciso di tornare al piano A: più vaccinazioni e quasi nessuna restrizione. E se le attuali tendenze “incoraggianti” saranno confermate, il governo annullerà prima del previsto anche l’obbligo di autoisolamento in caso di positività, passo decisivo per convivere con il coronavirus, trattandolo come un’endemia e non più come una pandemia. La data fissata è il 21 febbraio. Questa settimana, tra l’altro, decadrà anche l’obbligo di test per i vaccinati che arrivano nel Regno Unito.

In Francia il percorso a tappe di revoca delle restrizioni è partito nei giorni scorsi, in linea con quanto stanno facendo tanti altri Paesi, dall’Italia alla Spagna, dall’Olanda al Belgio. In Scandinavia si è tornati ad un sostanziale liberi tutti e alla fine del tracciamento di massa. In Svezia i test non saranno più gratuiti neanche per i sintomatici, perché considerati i costi non sono più giustificabili, hanno spiegato le autorità sanitarie.

La variante Omicron continua a circolare in tutto il continente e non risparmia neanche capi di Stato e di Governo (sono risultati positivi il re di Spagna, la regina di Danimarca ed il premier sloveno), ma il picco dei contagi sembra superato un po’ ovunque e soprattutto i sistemi sanitari stanno reggendo, grazie all’efficacia dei vaccini ed alla minore gravità di questa mutazione del virus.

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