Trenitalia, Noe Bari sequestra 30 vagoni per gestione liquami

I Carabinieri del Noe di Bari hanno notificato un provvedimento di sequestro preventivo senza facoltà d’uso di 8 treni Trenitalia Puglia, per un totale di 30 convogli. Il sequestro riguarda circa il 20% della dotazione Trenitalia della regione, che conta in totale 45 treni, in partenza da Bari sulle tratte di Puglia, Basilicata e Molise.

Le indagini del Noe hanno accertato che i treni in questione violano il codice dell’ambiente per quanto riguarda la gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi. I liquami provenienti dai bagni dei convogli, cioè, vengono raccolti inizialmente in un piccolo serbatoio interno dal quale, superata la velocità di 40 km/h, sono liberati sulle rotaie. Un meccanismo di smaltimento che secondo gli investigatori è obsoleto e che non riguarda i treni di nuova costruzione, che per la Puglia sono circa l’80% del parco rotabile. Questo, secondo gli investigatori baresi, costituisce un grave rischio ambientale e igienico-sanitario perché i liquami biologicamente contaminati vengono sparsi su tutta la rete ferroviaria.

Il sequestro è stato disposto dal gip del Tribunale di Bari Francesco Agnino su richiesta del pm Baldo Pisani che coordina le indagini.   

Nel fascicolo d’inchiesta della Procura di Bari sono indagati per violazioni al codice dell’ambiente il direttore generale e il responsabile Manutenzione e Pulizia di Trenitalia Puglia.

“Siamo rispettosi del lavoro della magistratura e fiduciosi che presto sarà fatta giusta luce sulla vicenda – si legge in una nota di Trenitalia – Tutti i nostri treni, infatti, sono conformi alle normative europee che dettano specifiche tecniche anche in relazione ai servizi igienici. Stiamo in ogni caso attivando tutte le opportune misure per ridurre al minimo i disagi per i nostri clienti”.

Gli 8 treni saranno convogliati in due depositi a Foggia e Taranto e lì i Carabinieri del Noe procederanno al controllo delle matricole di ciascun vagone e alla successiva apposizione dei sigilli.

Intanto Trenitalia prospetta la chiusura dei bagni a bordo dei convogli per ottenere il dissequestro dei treni. Trenitalia chiederebbe la restituzione dei mezzi alla magistratura barese, ovviando alle presunte violazioni sullo sversamento dei liquami dei bagni con la chiusura degli stessi bagni e invitando i passeggeri, attraverso appositi messaggi comunicati nelle stazioni, ad usufruire dei servizi a terra in quanto inutilizzabili quelli a bordo.

La soluzione proposta dalla società di trasporto riguarda i treni che percorrono tratte della durata di 25 minuti, assimilabile ad un servizio metropolitano, che non prevedrebbe alcun obbligo giuridico di mettere servizi igienici a disposizione dei pendolari. 

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