La Pisside di Centuripe torna a casa, Amsterdam la restituisce alla Sicilia
08 Ottobre 2026, 11:01
Dopo quasi trent’anni lontano dall’isola, la Pisside centuripina torna a casa. Il vaso in terracotta con coperchio, che raffigura una scena nuziale e risale al III secolo a.C., è stato restituito alla Sicilia con un atto di donazione volontaria del museo archeologico Allard Pierson dell’università di Amsterdam, che l’aveva acquistato nel 1997 da un commerciante d’arte svizzero.
La Pisside sarà esposta in modo stabile nel museo regionale di Centuripe, nell’Ennese, dove andrà ad arricchire le collezioni dedicate alla rara ceramica centuripina.
“Desidero ringraziare l’università per questo atto di grande generosità e responsabilità”, ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. Per l’assessore la restituzione segna un passaggio importante nella collaborazione tra Paesi Bassi e Sicilia. “Siamo profondamente orgogliosi e contenti per questo ritorno a casa – ha aggiunto – che non potrà che accrescere il potere attrattivo delle preziose collezioni” della ceramica originaria di Centuripe.
L’Allard Pierson ha sottolineato l’importanza di una gestione responsabile, trasparente e collaborativa del patrimonio culturale. Il gesto, ha precisato, è simbolico e non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova collaborazione con autorità siciliane, ricercatori e musei nel campo della ricerca sulla provenienza.

La cerimonia all’università di Amsterdam
Alla cerimonia, tenuta all’università di Amsterdam, hanno partecipato:
l’assessore Francesco Paolo Scarpinato;
il direttore del dipartimento dei Beni culturali Mario La Rocca;
il comandante del nucleo Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo, tenente Vincenzo De Felice;
il direttore della Biblioteca dell’università di Amsterdam Carlos Reijnen;
l’ambasciatore per la Cooperazione culturale internazionale Daniel Stork;
l’ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi Augusto Massari;
il responsabile della ricerca sulla provenienza delle collezioni archeologiche dell’Allard Pierson, Rogier Kalkers.
La storia della Pisside: dal 1997 al ritorno a Centuripe
L’acquisto. La Pisside è entrata nella collezione dell’Allard Pierson nel 1997. Il venditore dichiarò che proveniva da una collezione privata svizzera precedente al 1970, anno della Convenzione Unesco contro l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di beni culturali. Non furono però forniti né licenze di esportazione né altri documenti sulla provenienza. All’epoca, acquistare beni privi di documentazione certa non era insolito nei Paesi Bassi e non costituiva un illecito secondo la legge olandese. In Italia, invece, vigeva (e vige) un rigido divieto di scavo e di esportazione di reperti archeologici senza autorizzazione dello Stato.
La svolta. Nel 2017 l’Allard Pierson ha ricevuto dalle autorità siciliane una richiesta di restituzione. Decisive sono state alcune fotografie storiche del vaso, scattate prima del restauro e finite in possesso di SiciliAntica, l’associazione culturale e storica di Centuripe. Dalle immagini è emerso che l’oggetto non faceva parte di alcuna “antica collezione” svizzera, ma proveniva con ogni probabilità da circuiti illeciti, ipotesi rafforzata dalla documentata presenza di scavi clandestini nelle tombe a camera della zona.
Il passo etico. Dal punto di vista giuridico l’acquisto originario non violava le norme locali: i Paesi Bassi hanno ratificato la Convenzione Unesco del 1970 solo nel 2009, con una legge di attuazione confluita nel 2016 nella Legge sul patrimonio culturale, che non ha efficacia retroattiva. Non c’era quindi alcun obbligo legale di restituzione. Nonostante la piena regolarità formale dell’acquisto, l’Allard Pierson ha scelto di restituire volontariamente la pisside alla sua terra d’origine.