Catania, Siracusa e Pozzallo puntano a 640mila crocieristi
21 Ottobre 2026, 11:01
La crocieristica può diventare una leva sempre più importante di sviluppo economico e turistico per la Sicilia orientale. Il sistema dei porti di Catania, Siracusa e Pozzallo potrebbe movimentare fino a 640mila passeggeri l’anno entro il 2030, con un impatto economico diretto stimato in oltre 81 milioni di euro. È uno degli scenari dello studio realizzato da Risposte Turismo, presentato nella conferenza stampa dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, alla presenza del commissario straordinario Francesco Di Sarcina e del presidente di Risposte Turismo, Francesco di Cesare, dal titolo “Il futuro della crocieristica a Catania, Siracusa e Pozzallo: competitività e valore per il territorio”.
Dal picco del 2023 alle stime 2026
Nell’ultimo decennio la tendenza è positiva, pur con oscillazioni:
2023: picco con oltre 370mila crocieristi, il 63% a Catania;
2024: riassestamento;
2025: 271mila passeggeri;
2026: stima di oltre 330mila crocieristi, con Catania che concentrerà l’87% dei movimenti.
Per il 2026, sulla base di 281 accosti previsti, la spesa diretta è stimata in 36,9 milioni di euro, circa 130mila euro per nave accolta.
Catania: polo principale e fly&cruise
Lo studio indica Catania come principale polo crocieristico della Sicilia orientale, destinato a consolidare il proprio ruolo. Tra le opportunità, i collegamenti aerei e la formula fly&cruise, grazie alla vicinanza dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, a circa cinque chilometri dal porto.
Siracusa: puntare su premium e luxury
Per Siracusa la strategia è diversa: valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico e consolidare la presenza di navi premium e luxury. Il rapporto evidenzia l’opportunità di stabilizzare i traffici e migliorare l’accoglienza, con escursioni ed esperienze di qualità. Gli scenari al 2030 indicano 150mila passeggeri nel primo caso e 180mila nel secondo, ma lo studio sottolinea che la crescita va equilibrata con la capacità di accoglienza della destinazione, in particolare nel centro storico e a Ortigia.
Pozzallo: scalo per navi piccole e di nicchia
Per Pozzallo lo studio suggerisce il posizionamento come scalo per navi più piccole, con attenzione al segmento premium-luxury e a escursioni diverse dagli altri porti: Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Ispica e il Castello di Donnafugata. Gli scenari prevedono 5mila passeggeri nell’ipotesi prudente e 10mila in quella più favorevole.
La crocieristica può rappresentare una leva sempre più significativa di sviluppo economico e turistico per la Sicilia orientale. Il sistema composto dai porti di Catania, Siracusa e Pozzallo potrebbe arrivare a movimentare fino a 640 mila passeggeri all’anno entro il 2030, con un impatto economico diretto stimato in oltre 81 milioni di euro. È uno degli scenari delineati dallo studio realizzato da ‘Risposte Turismo’ e presentato nel corso della conferenza stampa dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia Orientale, alla presenza del commissario Francesco Di Sarcina e di Francesco di Cesare, presidente della società specializzata nell’analisi del settore crocieristico. Catania, come detto durante la conferenza stampa, sarà “al centro della crescita, Siracusa punta sul segmento premium-luxury e Pozzallo sulle navi di nicchia”. “Il rapporto dal titolo Il futuro della crocieristica a Catania, Siracusa e Pozzallo: competitività e valore per il territorio, analizza l’andamento dei traffici, il posizionamento dei tre scali nel panorama nazionale e mediterraneo, le strategie delle compagnie e le prospettive legate agli investimenti infrastrutturali – ha spiegato Di Sarcina – individuando due possibili scenari di crescita al 2030, evidenziando le opportunità da cogliere e le condizioni necessarie per trasformare il potenziale della destinazione in risultati concreti”. L’elaborazione di ‘Risposte Turismo’ conferma una tendenza complessivamente positiva nell’ultimo decennio, seppure con oscillazioni. Il picco è stato raggiunto nel 2023, con oltre 370 mila crocieristi, il 63% dei quali accolti a Catania. Dopo il riassestamento del 2024, il traffico è tornato a crescere, raggiungendo 271 mila passeggeri nel 2025. Per il 2026 la stima sale a oltre 330 mila crocieristi, con Catania destinata a concentrare l’87% dei movimenti complessivi.
“Come da nostro approccio – ha affermato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo – abbiamo realizzato questo lavoro basandoci su dati, confronti con operatori e valutazioni che fossero, per quanto in chiave previsionale, quanto più attendibili possibile. Gli scenari che presentiamo guardando al 2030, entrambi di crescita, potranno essere impattati, da qui ad allora, da numerosi fattori, alcuni di essi controllabili, almeno parzialmente, altri decisamente esogeni”. “Tra i primi, ad esempio – ha aggiunto – la capacità di gestire la realizzazione delle nuove opere senza creare eccessivi ostacoli al traffico così come di garantire elevati standard di servizio convincendo così le compagnie ad intensificare la loro presenza; tra i secondi, la concorrenza operata da altri scali dell’area così come imprevedibili dinamiche di tipo geopolitico”. Per il 2026, sulla base di 281 accosti previsti, ‘Risposte Turismo’ stima una spesa diretta complessiva di 36,9 milioni di euro, equivalente a circa 130 mila euro per ogni nave accolta.
Il messaggio: complementarietà, non concorrenza tra scali
Il messaggio trasversale dello studio è superare la logica di concorrenza tra singoli scali e valorizzarne le specializzazioni. Catania, Siracusa e Pozzallo possono contribuire alla crescita complessiva con un’offerta complementare, capace di rispondere a diversi segmenti di mercato e di distribuire meglio le opportunità economiche sul territorio.