lunedì, 18 Gennaio 2021

Matteoli: il ponte si farà, che c’entra con nubifragio?

Il ministro: i lavori partiranno a dicembre al massimo a gennaio

E’ polemica sulla costruzione del Ponte sullo Stretto dopo il nubifragio che ha devastato i paesi nei dintorni di Messina. Così mentre alcuni hotel stanno ospitando gli sfollati, dopo che l’assessore regionale al turismo, Nino Strano, ha comunicato la disponibilità dei presidenti di Uras Federalberghi, Nico Torrisi, e di Confindustria Sicilia Alberghi, Vicio Sole, a mettere a disposizione le strutture dei loro affiliati, Matteoli annuncia per la fine dell’anno, al massimo per gennaio 2010, il via ai lavori per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. I contratti con il contraente generale, il gruppo Impregilo, sarebbero infatti in procinto di essere firmati.
Quindi riferendosi alle dichiarazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto sicurezza e non opere faraoniche, il ministro ha detto: "Io non mi permetto di polemizzare col Capo dello Stato, però voglio dire cosa c’entra il Ponte di Messina? Non si è costruito ancora, non si è messa nemmeno la prima pietra, possiamo imputare al Ponte tutto questo?". "Nella cassaforte del ministero – ha osservato Matteoli – non ho a disposizione i fondi per costruire il Ponte, che si realizza invece attraverso il project financing. Sono i privati che lo costruiscono: quelle somme, quindi, non si possono dirottare per mettere in sicurezza il territorio". Il ministro per le infrastrutture, che ieri è stato contestato a Messina da un gruppo di aderenti al comitato "No Ponte", ha sottolineato che "i lavori che dovrebbero partire presto non realizzano nemmeno un metro del Ponte ma sono opere collaterali che molto probabilmente, se si fossero già fatte, forse il disastro sarebbe stato inferiore. Ora noi andiamo a spendere 1,3 miliardi di euro per lavori in provincia di Messina e di Reggio Calabria che sono migliorie al territorio anche per evitare disastri come questo, poi si costruisce il Ponte. Quindi mi pare che l’opera non possa essere messa in discussione".

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