venerdì, 16 Aprile 2021

Ponte, Camilleri: “La mafia non può paralizzarci”

Lo scrittore: “Opera da fare ma non è prioritaria sulle altre infrastrutture”

“Speriamo che non mi baci!”: è l’ironico commento di Andrea Camilleri agli elogi ricevuti da Totò Cuffaro, a proposito di un’intervista dell’autore del commissario Montalbano sul mensile ‘I Love Sicilia’, con cui si è detto favorevole al ponte sullo Stretto di Messina. “Guardi che l’ho detto in tempi non sospetti – aggiunge Camilleri in un intervista a ‘Il riformista’ che la pubblica domani – cioè quando c’era Berlusconi. Quando questa idea iniziò a circolare, ci furono delle reazioni un po’ assurde, come chi sosteneva che era un modo per dare soldi e lavoro alla mafia. Un riflesso paralizzante e castrante. Sarebbe come dire che non bisogna aprire un negozio perché poi c’é il rischio di dover pagare il pizzo. Dobbiamo partire dal presupposto che si faccia legalmente e cercare di farlo in tutti i modi”. L’unica riserva di Camilleri, è pragmatica: “Quest’opera non è prioritaria rispetto alle infrastrutture ordinarie della Sicilia, che sono fatiscenti. Però va fatta, ovviamente dopo studi approfonditi, anzi, approfonditissimi sui pericoli di un’opera così imponente in una zona a rischio sismico”. Ma sulla sua utilità non ha dubbi: “Un’opera del genere, finché non c’é, non è utile. Ma quando c’é diventa subito utile”.

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