Turismo nautico: Sicilia terza in Italia per imprese blu

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La Sicilia si colloca tra le regioni italiane con la maggiore incidenza dell’economia del mare: le imprese blu rappresentano il 6,8% del totale regionale, ponendo l’isola al terzo posto a livello nazionale, dopo Liguria e Sardegna. Nel Mezzogiorno e nelle Isole prevalgono i comparti dell’alloggio e della ristorazione, delle attività sportive e ricreative e della filiera ittica. Tra le province italiane con il maggior numero di imprese della Blue Economy figurano Palermo, con 7.666 imprese, e Catania, con 5.511. Palermo è la prima provincia siciliana e si colloca al sesto posto nella graduatoria nazionale.

I dati del report sul turismo nautico in Sicilia di Assonautica Palermo, in collaborazione con l’Osservatorio sul turismo delle isole europee (Otie), sono stati presentati nel corso della nona edizione del Seacily, il Salone nautico che si svolge fino a domenica 1 novembre a Castellammare del Golfo. Il report – curato da Martina Nuccio e coordinato dal professore Giovanni Ruggieri, docente Unipa di Economia del turismo e presidente dell’Otie – analizza la nautica e il turismo nautico siciliano nel più ampio contesto dell’economia del mare italiana, considerando imprese, occupazione, infrastrutture, portualità, patenti nautiche e il settore dei charter. Le imprese blu guidate da giovani under 35 sono 20.914, pari all’8,2% del totale nazionale. Le imprese a conduzione femminile sono 56.811, pari al 22,4%, mentre quelle a conduzione straniera ammontano a 19.982, pari al 7,9%.

Tra i presenti, alla giornata Seacily nel porto di Castellammare del golfo, Andrea Ciulla, presidente Assonautica Palermo, Ignazio Artese, presidente Rete nautica del Mediterraneo, il sindaco Giuseppe Fausto, Raoul Russo, senatore e componente dell’intergruppo parlamentare sull’economia del mare, Toti Piscopo, presidente Travelexpo, Masino Lombardo, presidente Sicilia CoopCulture, Vincenzo Sole, presidente Assoturismo Confesercenti, Simone Panfiglio, distretto NavTec, Renato Marconi, presidente Marinedì.

Il turismo nautico in Sicilia. Il turismo nautico comprende principalmente il charter, il noleggio e il rimessaggio. Palermo mantiene la leadership regionale per numero di imprese, anche se il report evidenzia una lieve riduzione nel tempo, passando da 104 a 102 imprese nella serie storica disponibile. Nel 2025 il comparto raggiunge 970 addetti, tornando a livelli vicini a quelli del 2022 dopo la contrazione registrata nel biennio precedente. A livello provinciale: Palermo si conferma al primo posto con circa 250 addetti; Catania raggiunge 187 addetti; Siracusa sale a 135 addetti; Ragusa scende a 89 addetti; Caltanissetta passa da 17 a 32 addetti rispetto al 2022. Il turismo nautico si presenta quindi come un comparto numericamente frammentato, ma vitale e in fase di ripresa.

Posti barca e servizi in Sicilia. Nel 2025 la Sicilia raggiunge il record di 17.914 posti barca. Nel periodo 2022-2025: i posti nei porti turistici passano da 4.585 a 3.847, pur registrando una ripresa di 798 posti nell’ultimo anno; gli approdi turistici raggiungono 5.670 posti barca; i punti di ormeggio aumentano di oltre 1.300, confermando la diffusione di soluzioni più flessibili. Nel 2025 migliorano anche le dotazioni dei servizi, in particolare: attracco; acqua; energia elettrica; vigilanza; informazioni turistiche; parcheggi. I servizi igienici si mantengono su livelli elevati e stabili. Il miglioramento qualitativo delle strutture indica una maggiore attenzione all’esperienza complessiva del diportista.

Patenti nautiche in Sicilia. Nel periodo analizzato aumentano le patenti nautiche rilasciate per la prima volta, con 393 patenti in più rispetto al 2023. Si registra, tuttavia, una diminuzione dei rinnovi e delle sostituzioni, con conseguente riduzione del numero complessivo di operazioni.

Il charter nautico. L’indagine pilota condotta da OTIE sui principali operatori siciliani evidenzia flotte comprese: tra 3 e 7 imbarcazioni per le realtà più piccole; tra 18 e 20 imbarcazioni per le società più strutturate. Il numero di posti barca gestiti dagli operatori varia da 34 a 210. Il 75% degli operatori intervistati svolge prevalentemente attività di bareboat, mentre il 25% si occupa soprattutto di noleggio con skipper ed equipaggio. La clientela internazionale rappresenta la componente principale della domanda, con un’incidenza generalmente compresa tra il 61% e l’80%. La clientela italiana si colloca invece prevalentemente nella fascia compresa tra il 21% e il 40%.
Il mercato presenta una forte stagionalità: i volumi maggiori si concentrano nei mesi di luglio e agosto, mentre negli altri periodi dell’anno le settimane vendute diminuiscono sensibilmente. La clientela internazionale tende a prenotare con maggiore anticipo, mentre quella nazionale presenta comportamenti più ravvicinati e una maggiore propensione alle prenotazioni last minute.
Il rapporto evidenzia infine una limitata integrazione tra gli operatori del charter e le filiere locali: il 100% degli intervistati esternalizza il rifornimento della cambusa e nessuno dispone di una licenza per agenzia di viaggio. Ne consegue la necessità di rafforzare i collegamenti con i produttori locali, la ristorazione, i servizi di transfer, le escursioni, la cultura e l’enogastronomia.

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