Voucher, lo slittamento sposta il problema ma non lo risolve

Isole covid free, il problema dei collegamenti, pass verde e voucher sono stati gli argomenti affrontati nel corso  del terzo appuntamento della rubrica “Vieni a prendere un caffè da noi” dal titolo “L’insularità antidoto contro il covid?”, in diretta sulla pagina Facebook di Travelnostop.com a cui hanno partecipato Gian Mario Pileri, presidente Fiavet Sardegna; Christian Del Bono, presidente Federalberghi Isole Minori e presidente Federalberghi Isole Eolie; Giuseppe Scanu, presidente Fiavet Campania; e Giuseppe Ciminnisi, presidente Fiavet Sicilia.

“Il problema della mancanza di collegamenti – ha detto Pileri – si concetra soprattutto durante la stagione invernale quando le compagnie aeree disertano la regolarità dei flussi, cosa che però in estate non avviene, e anzi quest’anno molti vettori europei hanno deciso di puntare sulla Sardegna, perché si prevede che sia la destinazione di corto raggio che andrà per la maggiore. Ci auguriamo che la stagione sia positiva:  negli ultimi 10 anni il mercato estero ha eroso una buona parte del mercato italiano, ma nell’immaginario collettivo la Sardegna resta soptrattutto per i mesi di luglio e agosto appannaggio del mercato italiano”. Quanto al pass e alle regole, Pileri ha sottolineato: “resta da capire se il sistema a semaforo terminerà così come il coprifuoco che al momento non dà la serenità a chi decide di venire in vacanza. Del resto quando il coprifuoco verrà tolto significherà anche che l’epidemia sta terminando”.

Dal canto suo, Scanu ha ribadito che “all’aeroporto di Capodichino non vediamo l’ora di vedere volare sempre più aerei con a bordo soprattutto turisti”. Inoltre ha evidenziato che in Italia manca una chiarezza di protocolli. “Se ci fossero dei punti fermi potremmo prevedere il protocollo di emergenza e in quel caso anche la prenotazione in adv significherebbe avere un aggiornamento continuo sui protocolli. Ricordiamo che noi di epidemie ne abbiamo affrontate, noi adv siamo esperti, siamo professionisti. Siamo noi a consigliare i clienti per quanto riguarda hotel o destinazioni. E dobbiamo dare regole certe anche per i tour interregionali.

Anche per Del Bono “serve certezza delle regole, di un programma, c’è la necessità di una roadmap come ha fatto il Regno Unito che ha annunciato e rispettato date precise di apertura”. Quanto al green pass nazionale, che al momento serve per consentire i passaggi tra le regioni con colore diverso, “dobbiamo capire come farlo partire, perchè dovrebbe servire a dare certezza al turista. Ma fino a quando resta il coprifuoco e i colori delle regioni non ci può essere turismo. Non è un caso che per ora tutti i TO stanno spostando i gruppi a settembre”.

Infine sulla notizia che ci saranno altri sei mesi per utilizzare i voucher per i viaggi saltati causa Covid, gli adv si sono mostrati soddfatti ma con riserva.

“Questo slittamento del tempo di scadenza dei voucher – ha commentato Pileri – lo aspettavamo da tempo, lo avevamo anche richiesto, ma non ci aiuta e non risolve il problema; Non è che in questi mesi abbiamo venduto, e con questi altri 6 mesi, la nuova scadenza sarà a marzo 2022. Dunque dobbiamo capire come sarà il prossimo inverno, come andrà la prossima stagione, perchè noi non facciamo solo incoming, e per quanto riguarda l’outgoing c’è da capire come venderemo i pacchetti lungo raggio in uscita dall’Italia. Se  i voucher non ci saranno rimbordati da vettori e hotel, dovremmo chiedere ancora aiuti, perchè quella parte dei soldi che avevamo in cassa sarà servita per tenere in vita le nostre aziende. E nonostante questo, sono tante quelle che non ce la faranno a riaprire”.

“Lo Stato – ha proposto Scanu – per dare tranquillità al comparto dovrebbe garantire un credito a costo zero per rimborsare i clienti. In questo modo, invcee, il problema viene spostato solo di sei mesi. Quando finirà lo stato di crisi e avremo incamerato soldi da vettori e alberghi, allora avremo salvato la faccia e tranqullizzato i clienti. Ma se non abbiamo soldi non li possiamo restituire”.

Per Del Bono Si tratta di “una piccola valvola che sposta però il problema. I voucher appartengono a un periodo in cui le adv hanno venduto, ora invece servono soluzioni di accompagnamento del settore, altrimenti la pandemia lascerà morti e feriti soprattutto al sud”.

“Rinviare i voucher – ha concluso Ciminnisi – è una soluzione momentanea, invece come ha chiesto la Fiavet serve la creazione di un fondo di garanzia. Se non riceviamo i rimborsi dalle compagnie aeree o dalle strutture alberghiere, noi non abbiamo che cosa farcene di questo slittamento. E poi c’è il problema grosso che riguarda il turismo scolastico. Anzi clienti hanno avuto pazienza di sopportarci durante questa avventura che è stata disastrosa per tutti”.

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