Palermo, torna il festival che trasforma il quartiere del Capo
17 Ottobre 2026, 08:54
Torna “Da Capo a Capo”, il festival itinerante che trasforma il quartiere del Capo in un palcoscenico diffuso tra arte, musica, teatro e partecipazione. Giunto alla settima edizione, l’appuntamento diretto da Valerio Strati propone anche quest’anno un percorso attraverso vicoli, cortili e piazze del quartiere, intrecciando performance artistiche, momenti musicali, incursioni canore, danza, cinema e attività rivolte ai più piccoli.
La manifestazione prenderà il via venerdì 23 ottobre con le proiezioni di Cinema City, alle ore 20.30, in via dello Spirito Santo 35, all’ex Caserma Falletta, con La guerra dei cafoni di Davide Barletti e Lorenzo Conte, pellicola candidata ai David di Donatello per la migliore sceneggiatura adattata e ai Nastri d’argento, con nomination anche per la fotografia, i costumi e il montaggio.
Il cuore del festival sarà sabato 24 ottobre, con il tour che partirà da Porta Carini in due turni, alle ore 16 e alle 17.30. Il pubblico sarà accompagnato lungo un percorso storico all’interno del quartiere, guidato dall’attrice Silvia Trigona, incontrando nei diversi luoghi del Capo una successione di interventi artistici.
Nel cortile Cosimina è prevista l’incursione canora a cura di Serena Ganci, nel cortile dei Caccami; spazio alla messa in scena curata da Domenico Bravo, con Marzia Coniglio, Viviana Lombardo e Nicolò Prestigiacomo. In piazza della Mercede saranno protagonisti Maria Stella Pitarresi e Marco Pergallini con una performance di danza, mentre in Discesa dell’Eternità Lino Costa proporrà un’improvvisazione musicale. Il percorso proseguirà in piazza San Giovanni alla Guilla con la messa in scena di e con Alessio Barone e Domenico Ciaramitaro.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai bambini del quartiere, coinvolti nei laboratori di danza e movimento, curato da Arabella Scalisi, e di canto e tarantella, affidato a Federica Greco. I laboratori sono iniziati nelle settimane precedenti il festival e confluiranno nell’esito finale previsto sabato alle ore 19 in piazza San Giovanni alla Guilla.
Durante la manifestazione è inoltre previsto un intervento di riqualificazione artistica di piazzetta Sant’Agata alla Guilla, curato dallo street artist Nino Carlotta. Un’azione che contribuirà a valorizzare gli spazi pubblici del quartiere, confermando la vocazione del festival a coniugare espressione artistica, rigenerazione urbana e partecipazione della comunità.
La giornata di sabato si concluderà con le proiezioni di Cinema City, alle ore 20.30, sempre in via dello Spirito Santo 35, con Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores.
Il festival proseguirà domenica 25 ottobre, con partenza da Porta Carini alle ore 10 e alle 11.30. Il pubblico ritroverà lungo il percorso l’incursione canora nel cortile Cosimina, la messa in scena nel cortile dei Caccami, la performance di danza in piazza della Mercede, l’improvvisazione musicale in Discesa dell’Eternità e la messa in scena in piazza San Giovanni alla Guilla.
A chiudere la manifestazione sarà, alle ore 13, in Piazzetta Sant’Agata alla Guilla, il concerto del Rakija Bomba Trio, composto da Dario Compagna al clarinetto, Daniele Tesauro alla fisarmonica e Alessandro Venza al tapan e alle percussioni. A seguire, spazio alla selezione musicale curata da Perdido.
“Arrivare alla settima edizione significa aver costruito nel tempo un legame sempre più forte con il quartiere e con le persone che lo abitano – spiega il direttore artistico Valerio Strati – Anche quest’anno vogliamo portare l’arte fuori dai luoghi convenzionali e farla incontrare con la storia, gli spazi e la quotidianità del Capo. Il festival nasce proprio da questa idea: trasformare vicoli, cortili e piazze in luoghi di spettacolo e partecipazione, coinvolgendo artisti e cittadini in un’esperienza condivisa. Particolare importanza continua ad avere il coinvolgimento dei bambini, perché crediamo che avvicinare i più piccoli all’arte e al proprio territorio significhi costruire una comunità più consapevole e capace di prendersene cura”.
“Da Capo a Capo” si conferma così come un progetto che mette in relazione arte e territorio, portando lo spettacolo fuori dai luoghi teatrali tradizionali e restituendo ai vicoli, ai cortili e alle piazze del quartiere il ruolo di spazi di cultura, incontro e partecipazione.