Dall’era del turismo all’inizio dell’era del viaggio?
03 Ottobre 2026, 08:30
Da gennaio 2027 Etic, la piattaforma digitale pensata per mettere in contatto i Comuni siciliani con imprese e investitori, già operativa, entrerà a pieno regime. E’ stato confermato da Toti Piscopo, Ceo di Logos srl Comunicazione e Immagine, la società che ha sviluppato l’inedita piattaforma Eco Turismo in Comune, di cui si è parlato a Palermo durante le iniziative per la Giornata mondiale del turismo.
“L’idea – spiega Piscopo – è dare ai territori uno spazio nel quale mostrare non soltanto itinerari ed eventi, ma anche opportunità di investimento: immobili da recuperare, concessioni, bandi e progetti legati al turismo sostenibile. I Comuni possono pubblicare le proprie proposte; imprese e potenziali investitori possono consultarle e manifestare interesse. Sul portale sono già presenti 63 opportunità per un potenziale d’investimenti di oltre 24 milioni di euro e schede relative a circa 24 comuni tra cui Castelbuono, Montemaggiore Belsito e Ustica“.
Il progetto si rivolge in primo luogo ai 391 Comuni siciliani, con particolare attenzione ai piccoli centri, impropriamente definiti minori, che faticano a intercettare i flussi turistici.
“Mettere online un’opportunità, però, è solo il primo passaggio – sottolinea Piscopo -. Per arrivare agli investimenti servono progetti definiti, condizioni chiare e la capacità delle amministrazioni di seguire gli interlocutori interessati. Da gennaio si potrà misurare anche su questo la capacità di etic.travelnostop.com di andare oltre la funzione di vetrina e diventare uno strumento utile per lo sviluppo dei territori, con la collaborazione di ETIC Academy, ultima creatura della Logos“.
Il tema di questa Giornata Mondiale del turismo “Agenda digitale e Intelligenza Artificiale per ridisegnare il turismo” è stato estremamente attuale e coerente con il tema della trasformazione sostenibile e con le più recenti riflessioni sul passaggio dal turismo di massa ai modelli sostenibili, inclusivi e rigenerativi.
“Intanto – osserva ancora Piscopo – non esiste più il turismo, esistono i turismi: una pluralità di motivazioni, esperienze e comunità che trasformano il viaggio da consumo di luoghi a relazione con territori, culture e persone. Quando si parla di “turismi”, spesso si pensa a una moltiplicazione infinita di segmenti di mercato. In realtà, la vera trasformazione non è tanto la nascita di nuove etichette, quanto il passaggio da una logica prodotto-centrica a una logica persona-centrica”.
Il turismo del lusso invece merita una riflessione specifica, perché negli ultimi anni è diventato uno dei segmenti più dinamici e strategici del mercato globale, di cui tanto si parla mentre non compare nelle classificazioni accademiche tradizionali.
“Infatti – aggiunge Piscopo – il lusso non identifica una motivazione di viaggio (come il turismo religioso o enogastronomico), ma piuttosto una modalità di fruizione dell’esperienza turistica. Un turista può fare turismo culturale, nautico, wellness o naturalistico in chiave luxury. La cosa interessante è che il concetto stesso di lusso sta cambiando. Fino a vent’anni fa il lusso era associato prevalentemente a ostentazione; prestigio; consumo. Oggi, soprattutto tra le nuove generazioni di viaggiatori alto-spendenti, il vero lusso è spesso percepito come tempo; autenticità; silenzio; spazio; contatto con la natura; accesso a esperienze irripetibili”.
Detto questo, oggi il mercato lo considera a tutti gli effetti un comparto autonomo.
“Per una regione come la Sicilia – ricorda Piscopo – il turismo del lusso rappresenta una grande opportunità, ma a una condizione: evitare di ridurlo a semplice ospitalità di fascia alta. La Sicilia possiede asset che il mercato luxury contemporaneo ricerca sempre di più: patrimoni culturali unici; paesaggi autentici; enogastronomia identitaria; borghi storici; produzioni artigianali; esperienze esclusive legate al territorio. In questo senso, il lusso del futuro potrebbe essere definito non come “più servizi”, ma come più identità, più autenticità, più relazione con il territorio. Potrebbe apparire come una provocazione culturale – conclude Piscopo – ma potrebbe diventare il filo conduttore di una definizione fortemente caratterizzata e caratterizzante, il “lusso siciliano” al pari del “barocco siciliano”. La Sicilia, – conclude – per storia, stratificazione culturale e posizione nel Mediterraneo, è uno dei luoghi più adatti per sviluppare questa riflessione”.
In passato si parlava di: turismo balneare; turismo culturale; turismo montano. Oggi si parla sempre più di: viaggiatori alla ricerca di benessere; viaggiatori alla ricerca di autenticità; viaggiatori alla ricerca di conoscenza; viaggiatori alla ricerca di trasformazione personale.
“Oggi – conclude Piscopo – non contano più soltanto i luoghi che si visitano, ma le relazioni che si costruiscono e il valore che si lascia. Sono concetti molto vicini alle più recenti riflessioni di UN Tourism sul turismo sostenibile, inclusivo e rigenerativo, e si sposano bene con il tema recentemente affrontato su “Turismo e trasformazione sostenibile: dalla Sicilia verso la civiltà del viaggio”. Non a caso Travelexpo, da più di un decennio, si è identificato come la Borsa Globale dei Turismi. Una intuizione sul plurale turismi, coniata per porre una domanda ancora più interessante per il futuro: stiamo assistendo alla fine dell’era del turismo e all’inizio dell’era del viaggio? Una possibile chiave di lettura potrebbe rientrare nella seguente massima: Dal turismo ai turismi: il viaggio non come consumo di destinazioni, ma come incontro tra persone, comunità e territori“.