La replica delle Guide Alpine: zonazione Etna attesa da 27 anni

In risposta alla recenti polemiche sollevate dall’Associazione italiana Guide Ambientali Escursionistiche a seguito del decreto legge siciliano del 20 ottobre 2017, riceviamo e pubblichiamo la nota del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane che intende fare chiarezza sul tema, contro ogni tipo di strumentalizzazione.

“La recente zonazione delle aree perimetrali del comprensorio dell’Etna è un atto dovuto che le Regioni italiane, specie quelle ove sia presente un Collegio professionale delle Guide Alpine, hanno in onere dal 1989. La legge 2 gennaio 1989 n°6, infatti, prevede che vengano definite le aree relative alla riserva esclusiva di esercizio della professione, per le figure professionali comprese nella legge stessa (non solo le Guide Alpine, ma anche gli Accompagnatori di media Montagna e le Guide Vulcanologiche). Le Guide Vulcanologiche, figura altamente specializzata ed unica a livello mondiale, eccellenza tutta italiana, aspettavano appunto da 27 anni che venisse definita la loro area di esercizio di professione. Una riserva – chiariamolo subito – necessaria esclusivamente alla tutela del turista.

Iniziamo con fare una distinzione. Per ciò che riguarda il diletto, ovvero le uscite personali o in gruppo di amici, con o senza zonazione non esiste alcun obbligo di affidarsi a un professionista. Egli era e rimane una valida opportunità di cui possiamo usufruire per apprendere la cultura di montagna, una conoscenza preziosa, perché unico mezzo efficace a fronteggiare i rischi in ambiente montano. In ambito professionale invece, nel momento in cui ci si mette nelle mani di qualcuno che si ritiene essere un professionista, questo deve garantirci la massima protezione possibile ed il massimo scrupolo nell’esercizio di quell’attività per cui gli viene richiesto e pagato l’intervento.

Analizziamo la situazione sul territorio in questione. La zonazione dell’Etna riguarda un vulcano attivo, pertanto sono indispensabili per la tutela dell’incolumità dei frequentatori elevate conoscenze dei fenomeni vulcanici e dei rischi che ne derivano, ed altrettanto elevate capacità di valutazione e mitigazione di questi rischi. Conoscenze che ha solo un professionista adeguatamente formato.

La statistica degli incidenti che occorrono sui pendii dell’Etna insegna che molto spesso questa montagna viene invece sottovaluta, presa per una cima come tante, fraintesa per un escursionismo alla portata di chiunque con un minimo di esperienza. Stando ai dati del Soccorso alpino nazionale CNSAS, nel Comprensorio dell’Etna nel 2015 gli incidenti rilevati sono stati 75, di cui 40 occorsi ad escursionisti, 5 a sciatori fuoripista e 5 a turisti su percorsi non impervi. Il totale degli incidenti in ambiente naturale, fatta esclusione di episodi automobilistici, sciistici in pista ed altri non classificati, è quindi di 50 su 75.

I dati evidenziano una verità ben nota, ovvero che l’ambiente montano comporta anche a livello escursionistico pericoli ineliminabili, che solo con una buona gestione del rischio possono essere ridotti drasticamente. Proprio ai fini della tutale di chi va in montagna, l’accompagnamento montano è riservato al professionista formato dal Collegio nazionale delle Guide Alpine Italiane. È il Collegio che garantisce la sua capacità di portarci in montagna nel modo più sicuro possibile, perché lo forma secondo standard formativi di livello internazionale. Come un chirurgo – per fare solo un esempio – il cui lungo percorso di studi viene accreditato da un titolo rilasciato dalle istituzioni deputate, che garantiscono la qualità e l’avvenuta formazione professionale.

Ne deriva che altre figure non inserite nell’elenco della legge 6/89, e quindi non formate e non accreditate in rispetto alle normative sulla “Tutela della sicurezza e salute pubblica”, non possano lamentarsi della zonazione, in quanto se esercitano in ambiti riservati, risultano abusive e l’abuso di professione è un reato penale. Non posti di lavoro in meno quindi, bensì maggiori garanzie per l’utente di affidarsi alla persona giusta.

Gite di amici, di gruppi amatoriali ed altre realtà non professionali possono continuare a salire sul vulcano perché la zonazione non glielo proibisce. Le Guide Vulcanologiche e le Guide Alpine rimarranno a disposizione di chi volesse il supporto di un professionista, ora più facilmente riconoscibile fra altre figure non ugualmente abilitate dalla legge”.

 

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