Trenitalia, ma che succede?

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Giovanni Calabrò, presidente regionale Assoviaggi

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Giovanni Calabrò, presidente Assoviaggi Confesercenti Siciliana, a commento del disimpegno di Trenitalia dalla Sicilia.
"Trenitalia non è quel vettore ferroviario che ha previsto un aumento di capitale per il piano industriale 2011-2015 di 900 milioni di euro per i rilevanti impegni sul fronte degli investimenti?
Ed ancor di più, secondo gli accordi di programma riguardanti proprio la Sicilia, per lo stesso vettore non è già stato previsto da parte della Regione Siciliana un importo di 111 milioni di euro per il contratto di servizio ed un ulteriore importo di 48 milioni di Euro per l'acquisto di vagoni ferroviari?
E qui sta il paradosso, perché:
-come giustificare la dismissione di diverse Ferry Boat di collegamento nello Stretto di Messina?
-come interpretare la quasi totale soppressione di treni con auto al seguito, vagoni letto, interi treni e pur anche officine ferroviarie?
-come poter dire ad i viaggiatori che ormai l'Italia ferroviaria si spezza a Roma e per proseguire per destinazioni oltre il centro Italia c'è un incremento non indifferente dei prezzi che supera abbondantemente il costo del biglietto aereo?
-come capire il licenziamento di oltre 80 lavoratori messinesi dei Wagon Lits su un totale di 463 a livello nazionale?
-cosa pensare della disdetta al 31 dicembre scorso di tutti i contratti in essere da parte di Trenitalia con le agenzie di viaggi?
Ma, piace ricordarlo a me stesso, Trenitalia non è una società a partecipazione statale e quindi con soldi anche nostri?
I politici da noi delegati al governo regionale ed a quello nazionale è ora che riflettano seriamente su quanto sta accadendo in danno della Sicilia ed intervengano immediatamente.
Senza se e senza ma".

 

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