Dopo il barocco, il Val di Noto punta sulle ferrovie abbandonate

E’ conosciuta con il nomignolo di “Ciccio Pecora” l’ex ferrovia secondaria Ragusa-Siracusa-Vizzini, nel tratto che va da Chiaramonte a Monterosso fino a Pantalica, ed è anche particolarmente suggestiva: le antiche rotaie hanno lasciato spazio ai sentieri sterrati che ripercorrono le sette gallerie, intatte, che si attraversavano su questa breve tratta. Il tracciato passa anche per il rudere della stazione di Palazzolo Acreide che conduce all’ingresso della riserva naturale di Pantalica, la più grande necropoli in Europa con 5000 tombe risalenti al periodo fra il 13° e il 7° secolo a.C. patrimonio Unesco.  

E punta proprio a valorizzare questo pezzo del territorio ibleo il progetto per la realizzazione di un itinerario turistico-culturale intitolato “Il Circuito del barocco, sistema integrato di mobilità turistica e ricreativa negli iblei”. nell’ambito del protocollo d’intesa “Piano strategico d’area vasta sud est Sicilia” e presentato dal commissario straordinario della ex Provincia regionale Dario Cartabellotta, alla presenza del direttore della Fondazione Patrimonio dell’Unesco Sicilia, Aurelio Angelini.

“L’idea del progetto – ha spiegato Angelini – mira ad organizzare in circuito la mobilità secondaria, mettendola al servizio del comprensorio turistico-culturale degli Iblei. Ciò potrà avvenire riattivando ad uso turistico-ricreativo la linea ferroviaria dismessa Siracusa-Ragusa-Vizzini-Val d’Anapo e riqualificando l’esistente tratta ferrata Siracusa-Ragusa. In questo modo potremo, sul versante montano, riconvertire la vecchia ferrovia ex secondaria a greenway e quindi destinarla ad uso prevalente ciclabile, indirizzata ad un turismo a carattere naturalistico, mentre sul versante pedemontano utilizzeremo l’attuale sede ferroviaria in esercizio, per un turismo a carattere culturale con la visita dei centri barocco patrimonio Unesco. Il piano – ha concluso Aurelio Angelini – sarà presentato all’Expo Milano 2015 per incoraggiare eventuali visitatori nazionali e internazionali ad investire nelle potenzialità di questo territorio”.

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