Trapani: segno più per gli arrivi ma sono legati a Ryanair

In meno di un anno le strutture ricettive sono passare da 736 a 791

Il turismo a Trapani è essenzialmente legato ai flussi convogliati da Ryanair verso lo scalo di Birgi. Il quadro della situazione turistica in provincia è stato delineato nel corso del convegno "Turisti per cosa? Chi siamo, dove andiamo, con quali strategie. Analisi $del movimento turistico in provincia di Trapani", organizzato per il quarto anno di seguito da Confindustria Trapani in collaborazione con il portale Trapani Welcome.
L'analisi dei dati è partita dalle strutture classificate che a fine 2011 erano 736 e un mese fa sono arrivate a 791. Dati che fanno ben sperare per il futuro imminente. E dall'indagine delle strutture alberghiere ed extralberghiere distinte per città risulta al primo posto San Vito Lo Capo con 6.396 posti letto, seguita da Castelvetrano (con 3.528), Favignana (con 2.998), Castellammare (con 2.116), Pantelleria (con 1.844), Marsala (con 1.625) e Mazara del Vallo (con 1.563). Trapani, invece, è collocata all'ottavo posto con 1.441 posti letto.
Nel corso del convegno, un altro dato che è venuto fuori (sempre dalle statistiche elaborate dalla Provincia Regionale di Trapani) è che la regione di provenienza del maggior numero di turisti che arrivano e si fermano in provincia è la Sicilia, mentre al secondo posto si trova la Lombardia e poi il Lazio. Per gli arrivi dall'estero, il dato è assolutamente condizionato dai voli Ryanair, con in testa la Francia e la Germania.
Buoni anche i dati che riguardano il movimento turistico messo in moto dalle navi da crociera che si sono fermate nel porto di Trapani. Già nel 2011 (con 88.272), rispetto al 2010 (con 48.152) il flusso è più che raddoppiato, mentre nel 2012 si è mantenuto costante rispetto al precedente anno (con 85.000) (Fonte Trident Group Trapani).
"In conclusione – si legge in una nota diramata dal Confindustria Trapani – si può affermare che il turismo continua a crescere nella provincia nonostante le prospettive pessimistiche della crisi, nonostante la mancanza di servizi organizzati e di infrastrutture adeguate all'accoglienza. Ciò è dovuto al nostro territorio, ricco di risorse naturali, storiche, architettoniche, è non certamente alla solerzia degli amministratori che invece si sono concentrati sulla tassa di soggiorno".

 

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