Sale chiuse agli Uffizi, Nencetti: eppure il personale c’è

“La Galleria degli Uffizi ieri, domenica 24 gennaio, era aperta ma con tante sale chiuse”. È la denuncia di Learco Nencetti del sindacato Confsal Unsa Beni culturali che aggiunge: “non vogliamo pensare che questa sia la nuova strategia del direttore-manager Eike Schmidt per chiedere ancora personale che poi non sanno come gestire”. 

Secondo Nencetti, le sale chiude erano più di dieci: oltre alle cosiddette ‘sale blu’, dedicate agli artisti stranieri, erano chiuse la sala 1 (riallestita nel giugno 2014), la 62 e la 63 del Vasari-Allori, altrimenti dette Ademollo, aperte nel dicembre 2012 e quelle dalla 95 alla 100 chiamate ‘gialle’ o degli artisti fiorentini dal XVI secolo, aperte al pubblico nel dicembre 2013.

Per il  sindacalista, “Schmidt avrebbe visto che per tenere aperte tutte le sale occorrono 56 custodi per turno di 6 ore, quindi 112 al giorno, e gli addetti alla Galleria complessivamente operativi sono 115 più i 16 di Ales (ex Maggio). In totale 131. Dove e come vengono impegnati gli altri custodi, visto che poi il lunedì tutti fanno festa per il riposo settimanale?”.

Inoltre, Nencetti si domanda anche perché il direttore “non apre una verifica interna? Non fornisce i dati di presenza che servono a fare chiarezza su questa strana gestione e non fa niente per arginare la chiusura delle sale? I custodi ci sono, come pure i soldi – conclude – e non è giusto esporre i custodi che lavorano (e non quelli assenti od in missione ‘extra-lavoro’) alle proteste di chi intendeva visitare l’intero museo e ne trova una parte chiusa”.

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