Affitti brevi in Alto Adige: HGV chiede controlli e regole certe
21 Ottobre 2026, 09:30
Bolzano
Nell’agosto 2026, gli alloggi pubblicati su Airbnb in Alto Adige hanno raggiunto quota 9.351, registrando una crescita del +19,9% rispetto all’anno precedente — un incremento quasi triplo rispetto alla media nazionale (+7,2%). I dati, diffusi dall’Unione albergatori e pubblici esercenti (HGV) e tratti dallo studio “Turismo e shadow economy” di Federalberghi, evidenziano una forte professionalizzazione del settore e un impatto significativo sul mercato abitativo locale.
Professionismo del comparto, distribuzione e temi di sicurezza
L’analisi dettagliata presentata dall’associazione evidenzia la prevalenza di gestioni strutturate e solleva interrogativi sul rispetto delle norme:
- Gestione professionale: l’88,2% degli annunci riguarda interi appartamenti e l’87,8% fa capo a host con più strutture in gestione. Oltre due terzi degli immobili sono sul mercato per più di sei mesi all’anno.
- I Comuni con più annunci: al vertice figurano Merano (505 annunci), Bolzano (340), Castelrotto (339), Badia (279) e Bressanone (261).
- Trasparenza e codice CIN: in provincia, 688 annunci (pari al 7,4% del totale) sono risultati privi del Codice Identificativo Nazionale (CIN).
- Standard di sicurezza: a livello nazionale, solo il 55,6% degli alloggi dichiara la presenza di un estintore e il 47,5% un rilevatore di monossido di carbonio.
“I dati dimostrano che in molti casi non si tratta più di locazione occasionale di un appartamento privato. Chiediamo controlli rigorosi sul rispetto delle norme, un monitoraggio accurato dell’uso residenziale degli immobili e condizioni di concorrenza eque per tutte le forme ricettive”, ha detto Klaus Berger, Presidente dell’HGV.