Unioncamere Veneto: duro colpo per il Pil della regione

Il Veneto rischia di pagare un conto salato a causa degli effetti del Covid 19 sul comparto turistico. Il 2019 si era concluso come un altro anno di successo per il settore turistico. Gli arrivi nel 2019 sono stati più di 19 milioni e le presenze hanno toccato oltre 69 milioni. Un risultato eccezionale reso possibile grazie alla sinergia tra istituzioni, territori e operatori di settore. Ma queste valutazioni sembrano un passato lontano che è stato colpito dell’emergenza Covid-19.

“Questi dati complessivi ci offrono il peso specifico del settore del turismo sul sistema economico della nostra regione. Il turismo ha un effetto volano enorme sulla nostra economica – spiega il presidente di Unioncamere Mario Pozza – ed oggi è evidente che questo settore rischia di chiudere per Covid 19. L’emergenza e le restrizioni non solo lo hanno messo in ginocchio, ma ci sono diverse realtà che rischiano di non riaprire. E questo sarebbe un durissimo colpo per il Pil della nostra regione, ma anche per quello dell’intero Paese”.

I dati contenuti negli archivi amministrativi delle Cciaa ed elaborati da Infocamere ci evidenziano che le imprese turistiche attive al 29 febbraio 2020 in Veneto sono 35.484, impiegano quasi 200 mila addetti totali e realizzano un valore della produzione superiore ai 7 miliardi di euro. A livello provinciale un quarto delle imprese turistiche si concentra nella provincia di Venezia (8.891, il 25,1%). La seconda provincia per consistenza di imprese del settore è Verona (7.414, il 20.9%), seguita da Padova (5.469, 15,4%), Treviso (5.154, 14,5%)e Vicenza (4.976, 14%). In provincia di Belluno e Rovigo il numero di imprese è più esiguo e rispettivamente pari a 1.931 (5,4%) e 1.646 (4,6%). Per quanto riguarda la forma giuridica quasi la metà (48%) è costituita da imprese individuali, il 31,5% da società di persone, il 19,1% da società di capitali e solo l’1,4% si costituisce in un’altra forma societaria.

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