martedì, 9 Marzo 2021

Confindustria Reggio: necessario rilancio Sogas nel segno della discontinuità

”In questo momento è necessario mettere in atto, a tutti i livelli istituzionali e amministrativi, misure che segnino una netta discontinuità col passato. La Sogas rappresenta l'emblema del totale fallimento di un modello di gestione che noi industriali della provincia di Reggio Calabria non siamo più disposti ad accettare". E' quanto si legge in una nota di Confindustria Reggio Calabria.
"La Sogas – continua la nota – troppo a lungo è stata considerata un serbatoio cui attingere per il soddisfacimento di interessi clientelari, mentre i componenti del CdA sono stati sistematicamente selezionati in ragione dell'unico requisito della fedeltà politica. Su queste basi, non sorprende affatto che oggi la Sogas versi in condizioni così gravi. Una società che non è mai stata gestita secondo logiche di mercato era inevitabilmente destinata a rimanere schiacciata sotto il peso dei debiti e della concorrenza di scali amministrati secondo modalità manageriali e con competenza. 
Per gli industriali reggini questo spiega perché l'aeroporto di Lamezia Terme nell'arco di 15  anni ha più che triplicato il numero di passeggeri, arrivati a oltre 2 milioni e 180mila nel 2013, mentre a Reggio non va oltre il dato dei 500mila passeggeri annui – continua la nota – Bisogna avere l'onestà di riconoscere che questo scalo rappresenta solo un costo per la collettività, drena enormi risorse pubbliche e fornisce ai cittadini un servizio non degno di una città metropolitana. Da oltre un anno e mezzo sosteniamo che l'unica strada possibile sia la privatizzazione.
Ma l'azienda, oggi, non può trovare nessun acquirente interessato a rilevarla. Il mancato tempestivo adempimento delle obbligazioni da parte degli enti che fanno parte della società, in primis la Regione Calabria e la Provincia regionale di Messina, hanno causato un'esposizione finanziaria che, protratta nel tempo, rischia di diventare strutturale. Ciò determina un pesante squilibrio economico e l'impossibilità di una programmazione industriale fondata su una concessione di lungo periodo da parte dell'Enac. In queste condizioni, intravediamo concretamente il rischio che la Sogas si trasformi in un'altra Atam.
Solo l'avvio di una 'due diligence' e, sulla base di quest'ultima, la redazione di un serio piano industriale – conclude la nota – potranno consentire di ipotizzare nel tempo la privatizzazione della società, con l'ingresso di nuovi capitali e di soci che siano specializzati nella gestione di aeroporti".

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