Saturday, 14 December 2019

Parco Appia antica, Regione approva riassetto

Il Parco dell’Appia Antica ha finalmente un suo piano d’assetto: uno strumento di governo, approvato dal Consiglio regionale del Lazio, che rilancia un territorio unico al mondo per testimonianze storiche, archeologiche e naturali, e che ne disegna finalmente un volto unitario, nel segno della tutela archeologica, dello sviluppo sostenibile, della lotta all’abusivismo e al traffico. In una parola: della bellezza.

Soddisfatto il governatore del Lazio Nicola Zingaretti che vede “realizzato dopo trent’anni il sogno di Antonio Cederna e di una intera generazione”. Anni di battaglie, poi la nascita nel 1988 del Parco Regionale dell’Appia Antica, di cui lo stesso Cederna fu nominato presidente nel 1993. Oggi il Parco, che si affaccia lungo 16 km dell’antica strada romana, è esteso su 3500 ettari, di cui oltre l’80% cento di proprietà privata, tra abitazioni, terreni agricoli, attività commerciali.

“Un restauro territoriale”, lo definisce l’assessore regionale all’Ambiente Enrica Onorati, che si basa su un decalogo di obiettivi. Il primo è quello di poter vedere il territorio del Parco come un tutt’uno leggibile, anche realizzando una rete di sentieri turistici. Poi, il ‘no’ all’abusivismo, a quei nuclei edilizi di scarsa qualità che spesso ospitano “attività produttive incompatibili”, da spostare altrove. Saranno valorizzate al contrario le aree agricole, sviluppando un’agricoltura di qualità e a basso impatto.
Il Piano prevede di “cambiare i criteri di mobilità” così da permettere nel Parco la circolazione solo di turisti e residenti. E poi, naturalmente, garantire le condizioni per far proseguire la ricerca archeologica, contribuendo al rafforzamento del verde nei Comuni di Roma, Ciampino e Marino sui cui territori insiste il Parco. Il prossimo passaggio è in un ordine del giorno di iniziativa pentastellata, approvato però a larghissima maggioranza in Consiglio regionale, che prevede in prospettiva di ampliare di oltre 1500 ettari la superficie del Parco, includendo tra gli altri anche i terreni del Santuario del Divino Amore.

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