Parte da Madrid il movimento europeo dell’extralberghiero
21 Gennaio 2026, 12:41
Alla vigilia dell’inaugurazione della Fiera del Turismo Internazionale a Madrid, prende avvio un movimento senza precedenti in difesa dei diritti dei piccoli proprietari e dei gestori extralberghieri di abitazioni a uso turistico in Europa.
Il primo incontro si è svolto a Madrid martedì 20 gennaio, alla presenza della Federazione nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera (FARE), punto di riferimento per la rappresentanza del comparto in Italia, insieme all’omologa spagnola (Federación de Asociaciones de Propietarios de Alquileres Vacacionales y Temporales – FAPAVAT), tedesca (Verband der Eigentümer von Ferienwohnungen und Ferienhäusern e.V.) e portoghese (Alojamento Local Porto e Norte – ALPN).
Obiettivo del movimento, unire le forze per difendere e preservare la figura del piccolo proprietario e del gestore extralberghiero, che rappresentano l’origine e l’essenza del modello europeo di ospitalità diffusa. Un modello oggi messo in crisi da normative europee, nazionali e locali che favoriscono i grandi detentori immobiliari a scapito della proprietà diffusa.
“Il problema che affrontiamo è comune in tutta Europa – dice Elia Rosciano, presidente di FARE – le lobby alberghiere e i grandi investitori stanno spingendo per eliminare dal mercato i piccoli proprietari e i gestori extralberghieri, utilizzando norme che, con il pretesto dell’emergenza abitativa, concentrano l’offerta turistica nelle mani di pochi”.
Rosciano cita il caso spagnolo come esempio emblematico, condiviso durante l’incontro. “A Madrid, oggi, la normativa consente di aprire locazioni turistiche solo a chi possiede l’intero edificio e non il singolo appartamento. È evidente che solo grandi capitali e fondi di investimento possono permetterselo. Questo dimostra che l’obiettivo reale è escludere i piccoli operatori dal turismo”.
Non solo a Madrid. Di fronte a politiche che “si stanno replicando in tutta Europa, da Roma a Bologna fino Firenze e tutta la Toscana”, le associazioni dei piccoli proprietari e dei gestori extralberghieri dei quattro Paesi si sono riunite a Madrid proprio per avviare un percorso comune e portare in sede europea una distinzione netta tra grandi gruppi immobiliari e cittadini che offrono ospitalità in modo diffuso e responsabile.
“Solo in questo modo – si legge nel comunicato congiunto – è possibile garantire la sopravvivenza di un modello turistico tradizionale, integrato e sostenibile. La scusa demagogica per queste normative che danneggiano i piccoli proprietari immobiliari è sempre la stessa: il fallimento dell’edilizia residenziale per i cittadini e la gentrificazione della destinazione. Ironicamente, laddove gli affitti per le vacanze ai proprietari sono vietati, le licenze vengono sempre concesse per nuovi hotel o edifici con appartamenti turistici”.
“I piccoli proprietari e i gestori extralberghieri – sottolinea ancora Rosciano – tengono vive le città. Mettono a reddito immobili di famiglia, contrastano lo spopolamento dei centri storici e fanno sì che il valore economico del turismo resti nei territori”.
Nel corso dell’incontro sono state concordate le prime azioni condivise a livello europeo, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei piccoli operatori, riequilibrare il mercato turistico e difendere un modello di accoglienza sostenibile, radicato nelle comunità locali.