Federturismo: contagio da Covid 19 non sia infortunio sul lavoro

“Per le imprese del turismo non c’è tregua: alla preoccupazione non solo per la crisi, le perdite e l’incertezza sulle regole per la riapertura, si aggiunge anche quella della responsabilità di cui si dovranno fare carico i datori di lavoro in caso di un malaugurato contagio”. A lanciare l’allarme la Vice Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli.

“L’articolo 42 del decreto Cura Italia, al comma 2, prevede infatti – spiega Lalli – che se un lavoratore viene contagiato dal Covid -19 il caso viene iscritto nel registro dell’Inail come infortunio sul lavoro. Quindi nel momento in cui l’Inail riconosce un infortunio sul lavoro al lavoratore, quest’ultimo può rivalersi nei confronti del datore. Riteniamo che tale prescrizione possa aprire una pericolosa strada per le aziende, come quelle del turismo, che non sono frequentate solo dai dipendenti ma anche, e in misura maggiore, dai clienti. Per poter riaprire è necessario avere innanzitutto ben chiaro quali sono le regole da seguire in modo da rendere altrettanto chiaro quali sono le responsabilità dell’impresa. L’incertezza su questi punti rende impossibile ipotizzare una riapertura, stimandone costi e benefici”.

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