Federturismo, dal Summit di Saturnia l’agenda per il turismo

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Incentivi per la crescita dimensionale delle imprese, il nuovo Contratto di Filiera, investimenti, lavoro e competenze, un’agenda strategica per il turismo 2027 e una scuola di alta specializzazione per i professionisti dei nuovi turismi. Sono i temi emersi dal Summit a porte chiuse promosso da Federturismo Confindustria alle Terme di Saturnia, durante il quale si sono riuniti in seduta congiunta il Consiglio di Presidenza e il Consiglio Direttivo di Federturismo Confindustria, con il presidente Massimo Caputi.

L’associazione ha sintetizzato le proposte in cinque documenti.

Aggregazioni e crescita dimensionale: incentivi nella prossima Legge di Bilancio

Federturismo chiede agevolazioni fiscali per aggregazioni, incorporazioni e acquisizioni da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Oggi, ricorda l’associazione, l’80% delle imprese italiane è singolo: l’obiettivo è superare la frammentazione, favorendo imprese più strutturate, capaci di investire in innovazione, digitalizzazione, qualità dei servizi e internazionalizzazione.

Una maggiore dimensione, spiega, può rafforzare la produttività e facilitare l’accesso al credito. “Non chiediamo un semplice vantaggio fiscale, ma uno strumento di politica industriale” capace di mobilitare capitali privati, favorire la nascita di gruppi turistici italiani più solidi e accelerare la riqualificazione del patrimonio ricettivo, mantenendo in Italia investimenti, competenze e centri decisionali.

Contratto di filiera: “Dalla destagionalizzazione all’industrializzazione del turismo”

Federturismo chiede di accelerare il nuovo Contratto di Filiera che il Ministero sta varando: uno strumento strutturale, con risorse adeguate, procedure semplici e tempi certi, per attivare investimenti integrati e superare la frammentazione. “La forza del turismo non è nella somma delle singole imprese, ma nella capacità di farle lavorare insieme.”

Il contratto dovrebbe sostenere progetti condivisi tra ricettività, trasporti, servizi e territori, favorendo innovazione e nuovi prodotti capaci di generare valore e occupazione tutto l’anno. Serve, secondo l’associazione, passare “dalla destagionalizzazione all’industrializzazione del turismo”, con una strategia di lungo periodo.

Le cinque direttrici di lavoro

Dal confronto emergono come priorità investimenti, competitività, costo del lavoro, stagionalità e formazione, articolate in cinque direttrici:

  1. incentivi agli investimenti e alla crescita, con misure fiscali e strumenti finanziari per innovazione, aggregazioni e rafforzamento patrimoniale;
  2. contratti di filiera e accesso alle risorse, con procedure semplici e strumenti più accessibili alle PMI;
  3. lavoro e destagionalizzazione, con interventi sul costo del lavoro e maggiore stabilità occupazionale;
  4. formazione e competenze, con percorsi professionali attrattivi e collaborazione tra imprese, associazioni e sistema formativo;
  5. innovazione e competitività delle destinazioni, per nuovi prodotti turistici, territori meno conosciuti e domanda oltre l’alta stagione.

Turismo 2027: cinque assi e un calendario di lavoro

Federturismo avvia un percorso comune verso il 2027, con una visione industriale del turismo, obiettivi misurabili e maggiore integrazione della rappresentanza. I cinque assi:

  • visione e obiettivi per il 2027: strategia nazionale su nuovi turismi, destagionalizzazione e valore generato sui territori;
  • investimenti, innovazione e competitività: misure per sostenere le imprese, accelerare la trasformazione digitale e favorire le aggregazioni;
  • competenze e qualità del lavoro: costo del lavoro, carenza di personale qualificato e discontinuità legata alla stagionalità;
  • rappresentanza e coinvolgimento della filiera: raccogliere le priorità delle associazioni e costruire una piattaforma comune;
  • elaborazione e presentazione del programma: un documento operativo con misure, responsabilità e indicatori di risultato.

Il calendario prevede una prima fase di raccolta delle proposte delle associazioni, poi tavoli tematici per definire le misure prioritarie e una sintesi per il programma 2027, da condividere con la filiera e presentare alle istituzioni.

Una scuola di alta specializzazione per i professionisti dei nuovi turismi

Tra le proposte, la creazione di una nuova scuola di alta specializzazione nel turismo, per collegare formazione e fabbisogni reali delle imprese. I percorsi preparerebbero professionisti con competenze manageriali, digitali, commerciali e organizzative, con attenzione a gestione delle destinazioni, prodotti turistici integrati, sostenibilità, intelligenza artificiale e valorizzazione dei territori tutto l’anno.

La scuola potrebbe nascere dalla collaborazione tra imprese, associazioni, università e centri di formazione, con momenti di formazione in azienda. L’obiettivo è ridurre il divario tra domanda e offerta di professionalità, favorire l’ingresso dei giovani e sostenere la crescita di una classe manageriale. La formazione è considerata non solo una risposta alla carenza di personale, ma “un investimento strategico” per qualità, produttività e competitività internazionale.

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