Ogni viaggiatore può diventare Travel Maker a Bit 26
11 Febbraio 2026, 12:09
Progettare, organizzare, promuovere, vivere un viaggio. E infine raccontarlo. Non sono più solo le destinazioni o le offerte vacanziere le motrici del mondo del turismo, ma lo stesso viaggiatore che diventa parte della community trasversale dei Travel Makers. Un nuovo concept messo al centro dell’edizione numero 46 della Borsa Internazionale del Turismo aperta ieri a Fiera Milano Rho.
Al taglio del nastro presente il ministro del turismo Daniela Santanchè e le mascotte di Milano-Cortina, Tina e Milo, che si sono allontanate per qualche ora dai padiglioni accanto, dove si stavano svolgendo alcune delle competizioni dei Giochi Invernali.
Una giornata che ha riunito istituzioni, operatori e territori, confermando la BIT come luogo centrale di confronto e progettazione per il futuro del settore. Nel corso della mattinata inaugurale si è svolta anche la conferenza “Welcome to Sud Italia”, dedicata a Sicilia, Calabria e Sardegna, durante la quale sono state illustrate le iniziative a sostegno dei territori colpiti dal ciclone Harry. La BIT si apre così all’insegna della collaborazione e della valorizzazione delle destinazioni italiane.
Alla Bit partecipano oltre mille espositori da 54 Paesi. Per 3 giorni fino a giovedì 12 febbraio, la piattaforma ruoterà attorno al tema di cosa abbia bisogno oggi l’industria del viaggio per creare valore.
Aperta al pubblico in tutti e 3 i giorni (nelle scorse edizioni era solo uno) sono presenti tutti i protagonisti istituzionali e non del settore e oggi ci sono stati i primi incontri per illustrare o presentare bilanci su vari progetti. Attesi hosted buyer da tutto il mondo, provenienti per il 52% dall’Europa, 22% dalle Americhe, 16% dall’Asia e 10% da Medio Oriente e Africa. Il Paese più rappresentato, oltre l’Italia, sono gli Stati Uniti.
“Gli operatori e il pubblico vengono qui proprio per approfondire bene quelli che sono caratteristiche di ciascuna proposta turistica e soprattutto il motivo per cui le persone viaggiano – ha spiegato Emanuele Guido, Head of Home, Fashion and Leisure Exhibitions di Fiera – Questo è al centro del progetto di Bit 2026, che noi abbiamo trasformato in un festival del turismo, il Travel Maker Fest” un programma con sei piazze tematiche, dove fino a giovedì si svolgono centinaia di appuntamenti tra talk, panel e workshop, e un palinsesto culturale che intreccia filiera, business, contenuti.
Proprio da questo spazio stanno emergendo gli scenari futuri del settore. Scontata l’attenzione al turismo sportivo con la concomitanza dei Giochi Invernali, ma secondo altre analisi il 44% dei viaggiatori prevede per il 2026 di combinare vacanza e lavoro, quota che sale al 74% nella generazione Z e all’81% tra i business traveler.
La scelta di una destinazione è influenzata non solo dalla reputazione (secondo l’Anholt Nation Brands Index, l’immagine conta al 60% e l’Italia è tra le top) ma anche da storie viste sullo schermo, come le fiction ambientate in varie città. Infine emerge la crescente centralità della tecnologia e dei dati.
AI, piattaforme digitali e big data stanno trasformando il modo in cui le destinazioni progettano l’offerta, dialogano con i viaggiatori e personalizzano l’esperienza. Ma queste esperienze diventano poi racconti personali che spesso incuriosiscono e influenzano le scelte più di qualunque artificio promozionale.