Mezzo mondo vieta i Boeing 737 Max, pure l’Ue ma non gli Usa 

Dopo due giorni dal disastro aereo in Etiopia, anche l’Europa ha deciso di fermare i Boeing 737 Max. I velivoli dello stesso tipo resteranno a terra in tanti altri paesi, dalla Cina all’Australia, dall’Argentina all’India. E ultimi in ordine di tempo anche Emirati Arabi, Turchia, Nuova Zelanda e Figi hanno messo al bando il modello dell’aereo americano.

Tra i pochi a non aver chiuso i cieli al velivolo rimasto coinvolto in due catastrofi aeree in meno di 5 mesi ci sono gli Usa: non ci sono le basi per farlo, secondo la Faa. Il costruttore di aeromobili statunitense ha bruciato intanto 27 miliardi di dollari nelle ultime due sedute in Borsa, perdendo complessivamente l’11%.

Qualche ora prima che l’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza del trasporto aereo, decidesse ieri pomeriggio di sospendere tutti i voli del Boeing 737-8 Max e 737-9 Max in Europa, le capitali avevano disposto la chiusura del loro spazio aereo a quel modello di aeromobile: la prima è stata Londra, seguita dalle altre, fino a Roma. Tali velivoli “non possono più operare da e per gli aeroporti nazionali dalle 21 del 12 marzo fino a nuove comunicazioni”, ha chiarito l’Enac, spiegando che questa scelta è maturata “visto il perdurare della mancanza di informazioni certe sulla dinamica dell’incidente” dell’Ethiopian e “del precedente incidente di ottobre in Indonesia”, che anche in quella occasione aveva coinvolto un 737 Max.

La Boeing, fiaccata da un’ennesima giornata di passione in Borsa, ha annunciato che procederà all’aggiornamento del software dell’intera flotta dei 737 Max 8. Proprio un suo difetto, infatti, potrebbe avere causato il disastro dell’Ethiopian. Questa è almeno una delle ipotesi più accreditate a questo punto delle indagini: lo suggeriscono forti analogie con l’incidente di ottobre di aereo della compagnia indonesiana Lion Air, che anche in quell’occasione precipitò pochi minuti dopo il decollo. Il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha assicurato che l’indagine “sarà dettagliata e sarà utile per il resto del mondo”, per prevenire un’altra tragedia simile. Eppure non sono pochi gli esperti che sottolineano che ci vorranno mesi per avere un quadro completo.

Come se non bastasse, ci si è messo pure Donald Trump, denunciando su Twitter che “gli aeroplani stanno diventando fin troppo complessi da far volare”, una “complessità che crea pericolo. Voglio un pilota, non Einstein”. L’uscita del presidente ha scatenato una serie di polemiche, ma l’agitazione dopo quanto è successo in Etiopia monta in tutta l’America, tanto che associazioni di consumatori stanno chiedendo all’ente nazionale dell’aviazione civile di mettere a terra tutti i Boeing 737 Max finché non sarà fatta chiarezza.

In una nota Air Italy conferma che tutti e tre i B737 Max 8 presenti in flotta non sono operativi da ieri sera, in conformità con la direttiva emessa da Enac. Air Italy continuerà a dialogare costantemente con le autorità e con Boeing in relazione al B737 Max 8 e seguirà tutte le direttive per continuare a garantire il massimo livello di sicurezza e protezione per i nostri passeggeri e l’equipaggio.

Anche Norwegian rende noto che non opererà alcun volo con questo tipo di aeromobile fino a nuovo avviso e si scusa con i clienti che saranno coinvolti in ritardi e temporanee cancellazioni “ma la sicurezza di passeggeri e dei colleghi è da sempre la nostra priorità”.

 

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