Direttori hotel: previsioni catastrofiche per Pasqua, si spera nell’estate

La diffusione del Coronavirus ha avuto un impatto negativo sulle strutture ricettive sia per fatturato che per prenotazioni e flussi turistici stranieri tra il 95% e il 97%. E se il presente è drammatico, il prossimo futuro non appare migliore anche per l’incertezza legata alla tempistica ancora imprevedibile del termine della pandemia globale. E’ quanto emerge da un un’indagine flash tra i direttori d’albergo d’Italia per valutare le preoccupazioni del comparto nel momento presente, per la Pasqua e rispetto la vicina stagione estiva. Dati impressionanti, al negativo, per fatturato, prenotazioni, flussi turistici italiani e stranieri. E costi aggiuntivi per le sanificazioni di spazi comuni, cucine, camere.

Per la Pasqua 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la diminuzione è praticamente certa anche se non manca chi la definisce solo “moderata” rispetto a “sensibile”. In generale, gli intervistati testimoniano una media dell’81% di aspettative sensibilmente negative. L’ottimismo invece torna a farsi sentire in vista del periodo estivo giungo-settembre: la diminuzione sensibile si attesta su una media del 41% con un 2% che addirittura spera su un aumento di fatturato, durata media della permanenza del turista, flussi stranieri e italiani.

In sintesi, la situazione del comparto è drammatica con possibili ripercussioni terribili per dipendenti e intera filiera turistica. Su questo non può essere trascurato l’aggravio di costi
legato agli interventi di sanificazione.

Il sondaggio flash “Prime valutazioni dei manager d’albergo italiani sugli impatti del fenomeno Coronavirus sul sistema ricettivo italiano” a marzo 2020 è stato proposto dal Centro Studi Manageriali ADA – Osservatorio ADADisplay ai direttori d’albergo italiani di strutture ricettive 3, 4 e 5 stelle, soci dell’Associazione nazionale A.D.A. Italia, tra alberghi e extra-alberghiero del Nord, Centro e Sud, tra città d’arte, montagna, mare, collina, lago, campagna. Si tratta di strutture dai 25 agli oltre 500 posti letto, con 9 e sino ad oltre 200 dipendenti.

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