venerdì, 30 Ottobre 2020

Il turismo nautico scalpita per prendere il largo ma serve ancora tempo 

Il settore della nautica italiana da diporto è uno dei più colpiti dal lockdown ed uno dei più importante in un paese costiero. La sospensione delle attività produttive dell’intero comparto del settore, come indicato dal DPCM del 22 marzo, ha comportato danni irreparabili all’intera filiera, che rappresenta il 5% del Pil nazionale e fattura circa 6 miliardi di euro annui. Lo stop imposto ha costretto non solo oltre 100mila lavoratori all’inattività, ma soprattutto ha interrotto l’anno produttivo del segmento con le consegne estive programmate da aprile a giugno comportando pertanto, conseguentemente, un blocco certo sino alla prossima campagna dell’estate 2021.

In Friuli Venezia Giulia dopo aver seguito dal 13 aprile scorso le indicazioni del Dpcm, da oggi saranno eliminate le limitazioni al comparto della nautica. In particolare sarà possibile effettuare, direttamente o avvalendosi dell’opera di artigiani, interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni da diporto all’ormeggio e si potranno anche effettuare attività di sistemazione delle darsene. Non sarà consentito invece l’uso da diporto dell’imbarcazione, mentre si potrà ad esempio, provare il natante, purché, ovviamente, nelle vicinanze dell’ormeggio.

Tra i punti contenuto nella nuova ordinanza del presidente del Veneto Luca Zaia che alleggerisce le restrizioni imposte dal coronavirus sono consentite “le prestazioni di servizio di carattere artigianale per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni da diporto” nonchè sistemazione delle darsene.

“Se c’è un posto dove non ci si può contagiare è in barca, in mare aperto, per questo spingerò affinché al più presto i genovesi possano tornare in mare”. Che si tratti di un gozzo per andare a pescare, di un gommone o di una barca da 30 metri, il sindaco di Genova Marco Bucci insiste: il diporto nautico deve poter ripartire dal 4 maggio, anche perché non si tratta solo di leisure o di turismo ma di dare fiato a un indotto molto importante”.

In Emilia Romagna fra le principali novità introdotte dall’ordinanza, e valide in tutto il territorio regionale, da lunedì 27 aprile, al 3 maggio il presidente Bonaccini tocca il tasto delle imbarcazioni e della cantieristica navale: per quanto riguarda le imbarcazioni di diporto all’ormeggio, sono permesse le attività artigianali rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo mentre nell’ambito delle attività di cantieristica navale sono permesse, l’attività di “consegna di magazzino” nonché le attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio o le attività connesse comunque finalizzate alla consegna, previa comunicazione al Prefetto.

In Sardegna per quanto riguarda la nautica di diporto è tutto fermo,  lavorano solo i cantieri ma a regime ridottissimo. Il settore scalpita ma il governatore, che ha scelto una linea più cauta di quella del governo, non ha dato ancora risposte. Lo stesso per i giri turistici in barca. Via libera invece alla manutenzione degli stabilimenti balneari per la ripartenza in estate. Tutto rimandato al 4 maggio.

Antonella Giglio, Consigliere Confapi Industria Campania, che vede al suo interno un settore dedicato alla Nautica da diporto, a nome di un vasto numero di imprese della categoria e del loro indotto, ha scritto nei giorni scorsi una lettera al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca per invocare provvedimenti più incisivi sul settore.

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