mercoledì, 23 Settembre 2020

Cieli pericolosi sopra il Sinai: Usa, Gb e Germania avevano già lanciato allerta

Continua il mistero sulla fine dell’aereo russo precipitato sabato mattina nel Sinai. Del resto, ormai da mesi i cieli sopra la penisola del Sinai venivano considerati pericolosi. Sul sito dell’International Civil Aviation Organization (Icao), l’agenzia dell’Onu specializzata in sicurezza aerea, sono pubblicati i dettagli sui singoli messaggi di allarme. Sin dal marzo scorso tre Paesi, in particolare, il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Germania, hanno raccomandato alle proprie compagnie aeree di non volare sul Sinai sotto la quota di 26mila piedi (7.904 metri).

Il primo allarme, in ordine temporale, è quello lanciato dagli Stati Uniti il 30 marzo 2015, che scadrà il 30 marzo del 2016, in cui si raccomanda di non volare sulla zona, sotto la quota di 26 mila piedi per il rischio di “missili, granate e colpi di mortaio anti-aerei”. Il secondo avviso viene dal Regno Unito, lanciato l’8 settembre 2015, che sarà valido sino il 6 dicembre. Anche qui si chiede di volare sopra i 25 mila piedi, per evitare “armi anti-aeree”. Infine, l’allarme più recente, quello diffuso dalla Germania il 5 ottobre 2015, in vigore sino al 4 gennaio 2016. Lo stesso sito pubblica allarmi simili riguardanti lo spazio aereo sopra altri Paesi teatri di guerra, dalla Libia, all’Afghanistan, dall’Iran, all’Iraq, alla Siria.   

Intanto, l’ambasciata Usa al Cairo ha dato disposizioni al proprio personale di non recarsi nella penisola del Sinai fino alla conclusione dell’inchiesta sull’aereo russo.

 

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