Demoskopika: su dati turismo serve un’unica cabina di regia

Per governare il turismo è determinante avere dati sui flussi (numeri e tipologia) il più “freschi” possibile. E’ l’opinione di Raffaele Rio, presidente di Demoskopika in un’intervista all’ANSA spiega: “Dalla governance teorica dei sistemi turistici, tanto decantata nei documenti strategici quanto sfuggente nelle fasi attuative della programmazione, si fa fatica a passare alla governance dinamica incentrata a valorizzare la tendenza del mercato, gli orientamenti e le visioni della molteplicità dei soggetti attivi nello sviluppo e nella promozione del turismo italiano. Esiste addirittura un obiettivo specifico del Piano Strategico del Turismo dedicato all’ampliamento dell’informazione statistica e della disponibilità di dati sul turismo in Italia che aiutino – cito testualmente dal PST – a garantire processi decisionali efficaci e ad affrontare in modo adeguato i trend globali del sistema turistico”.

Ma la verità, ad oggi, secondo Rio è che anche sulla produzione dei dati, tra Istat, Enit, Banca d’Italia e altre fonti ufficiale e autorevoli, non esiste un’unica cabina di regia e, soprattutto, manca strutturalmente l’elemento previsionale del dato che potrebbe sicuramente essere di enorme aiuto per gli operatori turistici.

“Non esiste una ricetta unica – dice – ma sicuramente esiste il dovere della scelta da parte della politica forse inconsapevole dell’enorme danno arrecato all’intero comparto dall’assenza di puntuali orientamenti statistici. E così, il Governo imponga all’Istat una riorganizzazione forzata della raccolta degli arrivi e delle presenze facendo scandire, anche sotto una minaccia sanzionatoria di riduzione di contributi agli enti locali, tempi più utili di consegna delle rilevazioni a livello territoriale”.

“Oppure si valorizzi l’Enit, – aggiunge – ma non solo a parole o in qualche riga di qualche documento strategico, che con le sue circa 20 sedi in tutto il mondo, poco meno di 70 dipendenti e una dotazione annuale di bilancio per circa 40 milioni di euro potrebbe risultare prezioso nel fornire analisi congiunturali sull’andamento almeno dei paesi top player dell’incoming turistico italiano anche utilizzando, in modo continuativo, l’enorme opportunità predittiva dei big data. In caso contrario, si chiuda l’Agenzia definitivamente senza condannarla alla graduale estinzione”, conclude Rio.

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