EES, stop alle deroghe ma Ryanair e non solo chiedono dietrofront

Decidi tu come informarti su Google
Aggiungi TravelNoStop alle tue Fonti preferite: quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

I controlli biometrici effettuati con il nuovo sistema europeo Entry-Exit System (Ees) in una recente immagine, Fiumicino. ANSA/US ADR +++ UFFICIO STAMPA ADR +++ FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++


Da ieri, domenica 6 settembre, sono cambiati, ancora, i controlli EES alle frontiere: sono infatti terminate le deroghe alle flessibilità temporanee del sistema Entry/Exit e il rischio è che possa tornare il caos alle frontiere. Durante l’estate, infatti, agli Stati membri è stato concesso di sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici dei viaggiatori – impronte digitali e scansioni facciali – per alleggerire le code in circostanze eccezionali.

Le associazioni di settore chiedono ora che queste misure di flessibilità vengano prorogate oltre settembre, per timore di un ritorno dei rallentamenti alle frontiere. “Continuiamo a sollecitare la Commissione europea perché consenta di utilizzare queste misure oltre settembre, riconoscendo che manca ancora un po’ di strada prima che l’EES sia pienamente e in modo uniforme operativo in tutti i Paesi partecipanti”, ha dichiarato Luke Petherbridge, direttore degli affari pubblici di ABTA, associazione professionale britannica che riunisce tour operator e agenzie di viaggio.

Un appello a cui si è unita anche Ryanair che chiede alla Commissione europea di prorogare con effetto immediato la deroga al sistema di ingresso/uscita (Entry/Exit System – EES) almeno fino ad aprile 2027. “Compagnie aeree, aeroporti e autorità di frontiera – ha dichiarato Neal McMahon, COO di Ryanair – hanno ripetutamente avvertito Bruxelles che il sistema non era pronto, che avrebbe aumentato i tempi delle procedure e che avrebbe creato code eccessive per i passeggeri, com’è successo in aeroporti come Cracovia, Lisbona, Milano e Roma quando i tempi di attesa ai controlli di frontiera hanno raggiunto le 2-3 ore. Questi avvertimenti sono stati ignorati e sono stati i passeggeri europei a dover affrontare il caos causato dall’avvio mal pianificato dell’EES da parte dell’UE”.

Secondo la IATA, i controlli standard dei passaporti che prima richiedevano circa 20-25 secondi ora ne richiedono circa 90 con l’introduzione dell’EES. I dati mostrano che i tempi di attesa si sono raddoppiati nei principali hub, mentre il sistema fatica a gestire l’enorme numero di passeggeri extra-UE in transito.

Resta sempre aggiornato sul mondo del turismo!
Registrati gratuitamente e scegli le newsletter che preferisci: ultime news, segnalazioni degli utenti, notizie locali e trend di turismo. Personalizza la tua informazione, direttamente via email.
Iscriviti ora
seguici sui social