mercoledì, 18 Maggio 2022

Fs contro il caro-bollette: le stazioni diventano green

Stazioni green, produzione e autoconsumo di energia da rinnovabili: il caro bollette si fa sentire anche per Ferrovie dello Stato con un aumento dei costi del 55% nel 2021 ed il Gruppo reagisce accelerando sulla diversificazione delle fonti e la sostenibilità. A Roma, Palermo e Napoli e dove non ci sono vincoli vincoli paesaggistici o storici quindi le stazioni saranno dotate di impianti fotovoltaici: a breve oltre al nuovo parcheggio a Roma Termini, diventeranno ecologici anche i tetti del parcheggio di Napoli centrale, la stazione di Roma Tiburtina e quella di Palermo per un totale di 40 mila metri quadri da destinare ad impianti fotovoltaici, capaci di coprire il 10% del consumo del fabbisogno delle stazioni.

In tutto 30 milioni di metri quadri di suolo non fertile che il Gruppo ha individuato in aree limitrofe a strade e ferrovie che potrebbero essere utilizzati in ottica green. Alcune di queste aree, come la vasta parte del patrimonio immobiliare del Gruppo, si trovano nel centro delle città, a ridosso delle stazioni: per queste sono previste azioni di piantumazione, corridoi verdi che concorrono a riqualificare i sistemi urbani in ottica green, assicurando l’equilibrio tra zone edificate e zone verdi.

Ma il piano industriale che l’amministratore delegato del Gruppo Luigi Ferraris presenterà a maggio non si ferma qui: i progetti per una differenziazione del mix energetico che veda un maggiore utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sono già avviati. Intanto, il Gruppo infine lavora anche all’evoluzione dell’impianto elettrico e alla coibentazione degli edifici tra interventi di building automation, installazione a tappeto di lampade LED a basso consumo e sistemi di corretta gestione luci quali temporizzatori, crepuscolari, regolatori automatici di intensità luminosa come la riqualificazione energetica dei sistemi di aria compressa e di riscaldamento dei grandi impianti di manutenzione dei treni: la stima è che abbattano i costi della bolletta energetica del 30% con un investimento complessivo che, prima del nuovo piano industriale ammontava a 60 milioni di euro entro il 2024 per 20 officine.

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