giovedì, 16 Settembre 2021

La stagione d’oro dell’hospitality italiana sta per iniziare

Per il settore alberghiero italiano sta iniziando una stagione d’oro, ma è un’occasione che non va sprecata e deve essere gestita al meglio. E’ il messaggio più volte lanciato nel corso di 196+ forum Milan, l’evento organizzato da PKF hospitality group dedicato al mondo dell’hospitality, real
estate e design.

Con oltre seicento partecipanti, sia in presenza che in modalità virtuale, l’appuntamento che si è svolto il 9 settembre nello Spazio FuoriSalone Ventura a Milano in concomitanza con il Salone del Mobile ha fatto il punto sul trend degli investimenti e ha vinto la sfida del networking in presenza.

“L’Italia è sotto i riflettori internazionali ed è il momento giusto per realizzare cose che finora non sono state fatte – ha annunciato Michael Widmann, ceo e managing director PKF hospitality group -. Il mercato è cambiato, la pandemia non è ancora terminata, ma questo è il momento di reinventarsi. Il settore dell’hospitality si sta riprendendo dalla crisi e 196+ forum vuole essere uno strumento di collaborazione internazionale che agevoli questo cammino”.

Progetti che spaziano dal Nord al Sud, dalle location di città a quelle di montagna, dal balneare alla campagna: sono stati oltre una ventina i piani illustrati all’interno di un nuovo modello di marketplace e che hanno testimoniato il risveglio di interesse per gli asset alberghieri italiani da parte di investitori e brand internazionali.

“Le Big Four (Milano, Roma, Firenze e Venezia) – ha commentato Giorgio Bianchi, managing director head of Italy di PKF hospitality group – contribuiscono al totale delle transazioni immobiliari in misura maggiore rispetto alle altre città di interesse turistico e nel primo semestre hanno prodotto il 78% dei deal. In particolare il focus è su Milano che, anche grazie al traino delle prossime Olimpiadi, ha una pipeline di quasi 1.400 camere a 4 e 5 stelle che saranno aperte tra il 2022 e il 2023”.

Oltre il 50% dei deal ha riguardato gli hotel 5 stelle, mentre sono state poche le transazioni per la fascia dei 3 e 4 stelle, i cui prezzi sono scesi tra il 6% e il 20% rispetto al 2019. A tenere sono le destinazioni luxury & leisure e in particolare i trophy asset, i lifestyle hotel, i resort e le nuove formule ibride.

L’analisi elaborata da World Capital in collaborazione con PKF hospitality group – con il patrocinio di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, RICS e Confindustria Assoimmobiliare – ha stimato 117 miliardi di euro di valore patrimoniale alberghiero (pre-Covid) in Italia in 266 destinazioni turistiche per le categorie 3, 4 e 5 stelle e ha messo in luce, come ha spiegato Monica Badin, senior real estate hospitality department World Capital, “che i fattori che determinano la valorizzazione degli immobili sono la location delle strutture alberghiere, i driver della domanda, il feedback dei viaggiatori, la struttura dell’asset, il management e il marchio”.

I risultati economici degli albergatori non sono però ancora soddisfacenti. Ne ha parlato Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi: “Le città d’arte stanno soffrendo la mancanza di turisti stranieri e si è ben lontani dai livelli del 2019 – ha sottolineato -; l’occupazione tra gennaio e luglio 2021 rispetto a quella del 2019 è al -63%, l’Adr al -7% e il room revenue al -74,3%. Una vera ripresa potrà esserci verosimilmente nel 2023, pur in presenza di fattori positivi, come i fondi previsti dal Pnrr, il supporto dal sistema bancario, con prestiti a medio e lungo termine per lo sviluppo alberghiero e l’esempio di Unicredit, che in luglio ha predisposto uno strumento finanziario a 20 anni”.

Le prossime edizioni di 196+ forum si svolgeranno a Monaco il 13 ottobre, a Vienna il 29 novembre e a Milano il 12 aprile 2022.

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