Marchio qualità per hotel accessibili e TripAdvisor rimuove recensione

La recensione anonima su un villaggio-vacanze di Roseto degli Abruzzi, apparsa su TripAdvisor, in cui si ‘accusa’ la struttura perché ha ospitato in vacanza un gruppo di persone disabili su sedie a rotelle, turbando in tal modo il turista e i suoi figli ha provocato sconcerto e indignazione tra politici, associazioni e turisti. Tanto che anche TripAdvisor ha deciso di rimuoverla.

“Chiediamo ai nostri recensori – si legge in una nota di TripAdvisor – di esser certi che le recensioni siano rilevanti per gli altri viaggiatori e di evitare di utilizzare un linguaggio irrispettoso, offese fisiche incluse. In caso di dubbi sul fatto che una recensione non rispetti le nostre linee guida, invitiamo sia i proprietari di business sia la nostra community nel suo complesso a segnalarci le loro perplessità e i nostri specialisti dei contenuti si occuperanno di indagare. Questo è quanto è avvenuto in questo caso e il risultato è che la recensione è stata rimossa”.

Per Alessandra Bascelli, presidente dell’Unitalsi – Sezione Abruzzo, “quanto avvenuto deve essere uno stimolo per dare vita ad una risposta compatta, sia della società civile che delle istituzioni, per ribadire che la disabilità è una risorsa e non un peso per la nostra società. Per questo motivo propongo di istituire un marchio di qualità da attribuire alle strutture turistiche che accolgono le persone con disabilità. Sarebbe un vero primo passo verso una completa integrazione senza discriminazione”.

Indignata anche l’Anmic (associazione nazionale mutilati e invalidi civili). “Si tratta – commenta il presidente nazionale Anmic Nazaro Pagano – dell’ennesimo episodio di grave discriminazione nei confronti di persone con disabilità, che hanno appunto il diritto, come tutti, al riposo e allo svago in un villaggio vacanza”.     

Dello stesso avviso Iacopo Melio, disabile di 22 anni di Cerreto Guidi, che su facebook ha scritto un messaggio, poi diventato virale, intitolandolo, “Caro testa a pinolo… io in vacanza ci vado”. “Se un giorno avrò dei figli – scrive tra l’altro Iacopo Melio – sapranno che il dolore, quello vero, è nascosto nell’indifferenza e non nella malattia. Che i brutti spettacoli del mondo ce li ha sempre ‘regalati’ la cattiveria umana e mai la dignità. Che il mondo è popolato da persone diverse ma con gli stessi diritti. Che non esiste libertà abbastanza grande di quella che possiamo prenderci per essere felici. Perché vivere significa questo: esser messi in condizioni di poter fare del nostro destino ciò che si vuole, senza mancare di rispetto (ah, che bella parola!) a chi ci sta intorno. Quindi, caro il mio testa a pinolo.. Non solo io in vacanza ci vado, quest’anno, come tutti gli altri anni. Ma ci andranno – conclude Melio – anche Marco, Matteo, Laura, Sara, Ilaria, Fabrizio, Ginevra, Alessandro E tutti i ragazzi ‘speciali’ di questo mondo, che di speciale non hanno niente se non la loro unicità”.   

 

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