martedì, 29 Settembre 2020

Per i travel manager e fleet manager scarsi riconoscimenti in Italia

Gestiscono aree strategiche all’interno delle aziende e hanno il compito di ottimizzare voci di spesa rilevanti, ma il loro ruolo in Italia non trova un adeguato riconoscimento: sono i travel manager e i fleet manager, che gestiscono, rispettivamente, le trasferte di lavoro dei dipendenti e i parchi auto aziendali. A rivelarlo, per la prima volta nel nostro Paese, è uno studio realizzato dalla casa editrice Newsteca, sponsorizzato da HRS.

I risultati della ricerca, raccolti interpellando circa 400 responsabili delle trasferte e del parco auto, sono stati presentati il 25 febbraio durante il convegno “La figura professionale del travel manager e del fleet manager: ruolo ed evoluzione delle funzioni”, all’Università degli Studi Milano-Bicocca. Dunque, dall’indagine emerge che i travel manager sono in prevalenza donne (70,5%), di età compresa tra 41 e 55 anni e con un’esperienza nel ruolo tra cinque e dieci anni. Sono perlopiù impiegati (57,9%) e solo nel 29% dei casi quadri. Il loro stipendio annuo lordo si colloca nel 39% dei casi tra i 30 e i 50 mila euro, mentre nel 28% dei casi non supera i 30 mila euro.

Nonostante lo scarso riconoscimento, oggi i travel manager italiani sono chiamati a svolgere mansioni sempre più complesse, che includono una puntuale analisi dei dati di spesa, la negoziazione sempre più serrata con i fornitori per ottimizzare i costi, la supervisione di nuove tecnologie per la gestione dei viaggi di lavoro. 

Il divario tra le responsabilità crescenti e lo scarso riconoscimento si traduce in un’insoddisfazione che lo studio è riuscito a tradurre in un indice di valorizzazione fortemente negativo: -53,4.

Appare migliore la situazione dei fleet manager, il cui indice di valorizzazione è meno negativo rispetto ai travel manager (-18,8). I responsabili dei parchi auto aziendali sono in prevalenza uomini (62,3%) e di età compresa tra 41 e 55 anni. Sono in prevalenza quadri (49,3%), mentre solo il 31,9% è impiegato. Il 13% degli intervistati sono dirigenti. Anche la retribuzione è più elevata, probabilmente a causa delle posizione di grado superiore rispetto a quanto rilevato per i travel manager: solo l’8,7% dei rispondenti dichiara di guadagnare fino a 30.000 euro lordi annui, mentre il 39,1% percepisce uno stipendio compreso tra 30.000 e 50.000 euro e il 15,9% tra 50.000 e 70.000 euro. 

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