Santanchè indagata anche per il fallimento di Bioera


Un’altra iscrizione nel registro degli indagati per un’ipotesi di bancarotta va ad aggiungersi ad una contestazione simile per la ministra del Turismo Daniela Santanchè, già a processo a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia e che ne rischia un altro per l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps. La nuova grana giudiziaria riguarda le “liquidazioni giudiziali” di società di un’altra ‘galassia’ dai lei creata e decise dal Tribunale fallimentare milanese, nell’arco di quasi un paio di anni.

La recente iscrizione, che risale a qualche settimana fa, deriva, infatti, dal fallimento di Bioera, la spa di un gruppo del “biofood” di cui la senatrice di Fdi è stata presidente fino al 2021. Si era già saputo, a fine dicembre del 2024, che Santanchè era indagata da tempo per bancarotta dopo il crac del gennaio 2024 di Ki Group – la srl del gruppo di cui la parlamentare, tra aprile 2019 e dicembre 2021, è stata presidente e legale rappresentante – assieme all’ex compagno Canio Mazzaro, al fratello di quest’ultimo, Michele, e ad altri ex amministratori. Nei mesi scorsi, poi, sempre nelle indagini della Procura diretta da Marcello Viola, con l’aggiunto Roberto Pellicano e il pm Luigi Luzi, da poco affiancato dal collega Guido Schininà, è stata depositata la relazione del liquidatore anche su Bioera, la capogruppo fallita a fine 2024. E proprio dopo il deposito di quell’elaborato è stato aperto un altro fascicolo per bancarotta, che ha portato all’iscrizione ancora una volta della ministra e di Mazzaro. Nella sentenza del Tribunale si parlava di un “patrimonio netto negativo”, ossia un ‘buco’ per Bioera, di circa 8 milioni di euro.

“Premesso che la nostra assistita non ha ancora ricevuto alcuna notifica – hanno chiarito gli avvocati di Santanchè, Nicolò Pelanda e Salvatore Pino – avendo abbandonato la carica di Presidente senza deleghe di Bioera sin dal 2022, troveremmo quanto meno singolare un suo coinvolgimento. Nemmeno è mai stata azionista della Società. Potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia”.

Per la ministra, intanto, il dibattimento per falso in bilancio su Visibilia è iniziato e sono stati ascoltati i primi testimoni dell’accusa. Mentre è in udienza preliminare ancora, sospesa in attesa di un giudizio della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcune registrazioni, per la truffa aggravata sulla cassa integrazione nel periodo Covid. Per il 20 febbraio, comunque, è fissata un’udienza interlocutoria davanti al gup, nella quale i pm potrebbero tentare di sbloccare l’impasse che si è creata in quel procedimento. 

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