Se il turismo delle radici può alimentare i flussi del Giubileo


Coniugare il passaggio alla porta santa con le tradizioni popolari del proprio paese di nascita, il grande evento giubilare di Roma con il percorso dei tanti cammini di fede che attraversano l’Italia. Tutto questo è possibile perché “il pellegrinaggio è anche valorizzazione delle nostre tradizioni e il turista si fa pellegrino e il pellegrino si fa turista grazie al dialogo tra fede e cultura”. Lo ha detto mons. Graziano Borgonovo, sottosegretario al Dicastero dell’Evangelizzazione, intervenendo al convegno “Giubileo 2025 e turismo delle radici” organizzato dall’ambasciata italiana presso la Santa Sede.

Ad introdurre i lavori l’ambasciatore Francesco Di Nitto che ha messo in evidenza appunto il possibile connubio virtuoso “tra i milioni di pellegrini che stanno confluendo a Roma per l’Anno Santo e il ritorno alle radici di tanti italiani che vivono all’estero”.

Il turismo delle radici è un progetto che il ministero degli Affari esteri porta avanti già da tempo, come ha ricordato Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie. “Tra i fattori identitari che legano al Paese i nostri italiani all’estero e i discendenti degli italiani ci sono proprio le tradizioni religiose che permangono nel tempo, anche più della stessa lingua che dopo generazioni si può perdere”.

E allora non solo c’è un ritorno nel borgo di origine ma anche l’organizzazione di feste e riti religiosi nei nuovi paesi dove si è scelto di vivere. Il ministero ha rilanciato il progetto Italea che “mira ad attrarre italiani all’estero e italo-discendenti intenzionati a scoprire i luoghi e le tradizioni delle proprie origini, fornendo un insieme di servizi per agevolare il viaggio in Italia”.

La possibilità di coniugare turismo e fede è stato anche al centro del ragionamento di don Michele Gianola, sottosegretario Cei, che ha presentato l’esperienza dei cammini della fede, sette percorsi giubilari che coinvolgono anche le diocesi sul territorio.