giovedì, 22 Aprile 2021

Dal deserto di Atacama al Grand Canyon: ecco i più bei paesaggi lunari sulla Terra

In occasione del cinquantenario dello sbarco sulla Luna, Volagratis.com ha selezionato 12 luoghi della Terra che sembrano appartenere ad un altro pianeta che possono essere visitati senza aver bisogno di una navicella spaziale.

Le Saline di Trapani in Sicilia, Italia: sono una distesa bianca con piccole dune di sale che compaiono qua e là e un mare cristallino a pochi metri: un paesaggio splendido che si può ammirare nella provincia di Trapani, nella Riserva Naturale delle Saline istituita nel 1995.

Parco Nazionale Timanfaya, Lanzarote: è il risultato di un’intensa attività vulcanica che ha plasmato l’intero territorio per secoli portando in superficie ben 25 vulcani. La terra rossa e quella nera si mescolano creando un contrasto cromatico straordinario tra oceano e cielo.

Vulcani di fango, Azerbaijan: a pochi km da Baku, ll’area dei vulcani di fango è studiata anche dalla NASA in preparazione alle spedizioni verso Marte.

Grand Canyon, Stati Uniti: protagonista di centinaia di film e tra i simboli degli Stati Uniti più selvaggi, il Grand Canyon è uno dei paesaggi “spaziali” più famosi del mondo.

Deserto di Atacama, Cile: si estende tra Cile e Perù, da una parte si adagia ai piedi delle Ande e dall’altra viene bagnato dall’Oceano Pacifico creando un clima e un paesaggio quasi unico nel suo genere. L’escursione termica di oltre 30 gradi tra il giorno e la notte e la scarsità d’acqua permettono la sopravvivenza di pochissime specie animali e vegetali, soprattutto nelle aree settentrionali, ma sono la sua natura e la sua posizione a rendere questo luogo affascinante e quasi surreale.

Lago Natron, Tanzania: dopo la stagione delle piogge, quando l’acqua comincia a evaporare per le alte temperature, il lago Natron, in Tanzania, si trasforma in una distesa che sembra arrivare da un luogo distante anni luce. Situato nella Rift Valley africana e ai piedi del Vulcano Gelai, questo bacino estremamente salino permette la vita di pochissime specie, come alcuni particolari batteri ricchi di pigmenti rossi (che colorano l’acqua) e i fenicotteri minori, che vivono qui grazie a uno strato protettivo sulle zampe e sul becco.

Salar de Uyuni, Bolivia: una distesa bianca che sembra non avere fine. Il Salar de Uyuni, in Bolivia, è un gigantesco deserto: l’area di oltre 10.000 kmq, però, non ha nulla a che vedere con i deserti più tradizionali composti da sabbia o da rocce, perché questo è ricoperto interamente di sale.

Valle della Luna in Sardegna, Italia: la valle è formata da imponenti massi di granito erosi e modellati dagli agenti atmosferici con il passare dei secoli: proprio a loro si deve il nome della zona, perché quando vengono illuminati dalla luce riflessa del nostro satellite sembra proprio di trovarsi lassù, a chilometri e chilometri di distanza.

Death Valley National Park, Stati Uniti: si estende principalmente in California (ma copre anche una piccola parte del territorio del Nevada): il suo deserto sembra realmente una zona al di fuori del mondo, con scarsissima vegetazione dai colori spenti e una fauna che, quando c’è, si mimetizza perfettamente.

Deserto del Sinai, Egitto: la penisola del Sinai, con la sua particolare forma triangolare, è il punto dove Africa e Asia si uniscono, una terra di confine quasi interamente desertica, ma bagnata sia dal Mediterraneo, a nord, che dal Mar Rosso, a sud. Una volta giunti lì si incontreranno pochissime città (e tutte lungo le coste), ma tantissima sabbia e altrettanta roccia che insieme formano un paesaggio lunare tinto di ocra e di rosso e che si estende per chilometri e chilometri.

Tozeur, Tunisia: se la luna fosse abitata, probabilmente assomiglierebbe moltissimo alla zona di Tozeur, in Tunisia. Ai margini del deserto del Sahara, la città ha una storia antichissima influenzata dalle popolazioni berbere, dai Cartaginesi e dai Romani.

Ice Cave, Islanda: per immaginare un pianeta completamente coperto di ghiaccio non serve salire a bordo di una navicella spaziale: basta entrare in una delle gelide grotte islandesi. Le più famose si trovano nella parte sudorientale dell’isola, nell’area di Vatnajökull, una delle masse di ghiaccio più grandi d’Europa. Oggi l’intera zona fa parte di un Parco Nazionale ricco di aree da esplorare all’aria aperta e altre che si addentrano nelle profondità del ghiacciaio.

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