L’AI entra in azienda come ‘collega’ di back office: 8 agenti su 10 scelti per i processi interni
19 Ottobre 2026, 11:30
Una ricerca condotta dalla startup italiana AIDAPT, specializzata in Agentic AI, evidenzia come l’intelligenza artificiale nel tessuto imprenditoriale italiano stia trovando applicazione soprattutto nell’operatività interna. L’80% degli Agenti AI integrati nelle aziende viene infatti destinato all’ottimizzazione dei processi di back office e alla riduzione della burocrazia manuale, mentre solo il 20% riguarda interfacce dirette verso l’esterno. Attualmente, oltre la metà delle imprese (54%) ha già software autonomi in fase di test o produzione.
Classifica delle attività affidate agli Agenti AI
Le priorità di integrazione espresse dalle aziende riflettono l’esigenza di recuperare efficienza:
- Zero Data Entry (28%): lettura automatizzata di documenti e inserimento dati nei sistemi gestionali per azzerare l’errore umano.
- Analisi dati e conoscenza aziendale (28% complessivo): equamente divise tra reportistica e previsioni strategiche (14%) e interrogazione diretta di archivi e procedure interne (14%).
- Bozze documentali e soluzioni verticali (24% complessivo): redazione automatica di testi/contratti (12%) e sviluppo di strumenti su misura per esigenze specifiche (12%).
- Front office e commerciale (20% complessivo): gestione dell’assistenza clienti (12%) e supporto a vendite e marketing (8%).
Le differenze tra i settori produttivi
L’adozione degli agenti varia a seconda del comparto di riferimento:
- Manifattura: l’80% della domanda si concentra tra la lettura automatizzata dei documenti e gli assistenti verticali su misura.
- Servizi e Finanza: prevale l’estrazione dati dai gestionali (38%), seguita dalla stesura di report e contratti (31%).
- Turismo: focus principale su analisi predittiva e gestione documentale.
- Energia ed Edilizia: rappresenta l’eccezione, con il 50% delle soluzioni orientate al supporto diretto di utenti e clienti esterni.
“Quando un’azienda descrive l’agente che vorrebbe, in realtà sta indicando dove perde più tempo. Un agente AI va costruito su misura e seguito nel tempo, perché la realtà operativa di un’impresa è fatta di eccezioni che i software generici non gestiscono“, ha detto Francesco Alborino, CEO e co-founder di AIDAPT.