Il turismo nei borghi smonta le tesi tradizionali
07 Ottobre 2026, 11:40
Il turismo nei borghi cresce, ma con dinamiche differenti da quelle spesso raccontate. A rivelarlo è un’analisi condotta da Lybra Destination Lab su 348 aree interne, mettendo a confronto i dati ufficiali delle presenze Istat tra il 2019 e il 2024. Il report evidenzia come la componente estera stia registrando una spinta maggiore rispetto a quella domestica, con un incremento delle presenze straniere del 14,5% a fronte del +6,2% di quelle italiane.
Un dato che tuttavia nasconde forti disparità sul territorio, dal momento che quattro borghi su dieci registrano oggi un volume di visitatori italiani inferiore ai livelli pre-pandemia. Allo stesso tempo, i numeri smentiscono l’ipotesi di un travaso di flussi dalle grandi città verso le aree interne: nei centri con oltre 50mila abitanti le presenze straniere sono infatti cresciute del 20,7% e quelle italiane del 3,0%.
Tra le realtà con le performance più marcate spicca Roccaraso, che vede le presenze straniere impennarsi del 554% insieme a un +72% di italiani, affiancata da Rivisondoli con un +365% di stranieri e +59% di italiani. Si distinguono per forti incrementi del turismo domestico anche Spigno Monferrato (+277% italiani e +12% stranieri), Sutrio (+180% italiani e +27% stranieri), Magliano Sabina (+157% italiani e +50% stranieri) e Peccioli (+150% italiani e +19% stranieri).
Le ricerche per l’estate 2026 confermano la spiccata internazionalizzazione di alcune mète: Montescudaio registra un terzo delle ricerche dai Paesi Bassi, Torrita di Siena vanta un’attrattività estera dell’87% condotta dagli Stati Uniti e Poppi attrae oltre metà dell’interesse dalla Romania, mentre località come Fiuggi mantengono un’impronta prevalentemente domestica pari al 97%.
L’analisi ridimensiona inoltre l’impatto di sagre ed eventi di breve durata sulla permanenza turistica. L’osservazione sui dati evidenzia una correlazione pressoché nulla tra la quantità di eventi e l’aumento effettivo delle presenze, con le sole eccezioni rappresentate dalle manifestazioni plurigiornaliere in grado di generare un reale picco nelle ricerche di alloggio. Il vero fattore strategico per la crescita economica delle aree interne risiede nella capacità di prolungare la permanenza media dei viaggiatori.
Come spiega Fulvio Giannetti, ceo di Lybra Tech, le storie di successo sono eterogenee, dagli investimenti artistici e di promozione tv a Peccioli fino al potenziamento di impianti, servizi e ristorazione a Roccaraso, ma l’elemento determinante che accomuna i venti territori in cima alla classifica è il tempo di permanenza.
Questi borghi trattengono i visitatori per una mediana di 4,6 notti, contro le 3,0 notti registrate dall’insieme delle aree interne, toccando vertici come Badesi con 7,7 notti e Montescudaio con 7,2. Trattenere chi viaggia e trasformare la sosta in un soggiorno prolungato genera infatti un valore economico superiore rispetto al solo incremento dei passaggi mordi-e-fuggita.