Nelle località termali 24 milioni di presenze, spesa oltre 5 mld
22 Gennaio 2026, 12:00
ANSA/Emanuele Valeri (NPK)
Sono 24 milioni le presenze turistiche stimate nelle località del turismo termale italiano per il 2025, per un fatturato diretto di oltre 5 miliardi di euro, dei quali 3 spesi dai visitatori internazionali: il 60% del turismo termale arriva infatti dall’estero. È quanto emerge dal Rapporto Unioncamere-Isnart presentato in occasione del convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato”.
In particolare, si stima come il turista in vacanza nelle destinazioni delle terme italiane abbia speso quasi 2 miliardi di euro solo per alloggio e ristorazione, cui si aggiungono 1,9 miliardi per acquisti di servizi termali, wellness e attività ricreative (cultura, eventi, divertimenti e intrattenimenti per i vari target turistici) e 1 miliardo di euro per lo shopping (abbigliamento, calzature e accessori, enogastronomia e artigianato locale, altri prodotti del made in Italy). E, ancora, 1 turista su 2 viene considerato ‘alto-spedente’, con una spesa media pro-capite di 256 euro al giorno (circa 90 euro in più del turista medio termale).
Quanto all’identikit, si tratta in prevalenza di Millennials (30,8%), che si muovono in coppia (49,4%) o con amici (17,5%) e che scelgono località che offrono percorsi di benessere integrati, dalle acque termali, ai trattamenti, rigorosamente di qualità e personalizzati sulla base di esigente ed aspettative.
Quanto ai fattori che incidono di più sulla scelta di dove e come trascorrere le vacanze termali, l’indicazione è multipla. Incide certamente la qualità delle acque e la disponibilità di trattamenti curativi e servizi wellness, ma 1 turista su 2 decide anche sulla base del buon rapporto qualità/prezzo (specie i visitatori italiani), mentre 2 turisti su 5 sono attirati dalla notorietà e dal branding della destinazione termale.
Alto il numero dei repeater: 6 visitatori su 10 sono habitué della località e della struttura frequentata. Internet è il primo canale utilizzato per scegliere e prenotare: lo utilizza il 78% dei turisti termali, sia per reperire informazioni (50,8% dei turisti influenzati dal web) che offerte promozionali (51%), nonché per lasciare recensioni (i social network sono decisivi per il 42,5% di questi turisti).

“Da qualche anno – osserva Loretta Credaro, presidente Isnart-Istituto Nazionale per le Ricerche Turistiche e Culturali – la filiera del turismo termale italiano ha avviato un processo di rivitalizzazione, con investimenti in infrastrutture e servizi accessori, ma anche nel branding e nella maggiore visibilità sul web, che hanno contribuito a riposizionarla su un segmento di offerta alto di gamma. Per sostenere questo cambiamento è necessaria una politica di sistema, una crescita qualitativa non solo delle singole strutture ma dell’intera filiera e, perché no, una politica di defiscalizzazione delle spese termali, sul modello di quanto fatto da alcuni Paesi europei”.
Sebbene ci siano oltre 300 stabilimenti termali in Italia, infatti, “molti vivono una situazione di criticità” dovuta in gran parte ai postumi della pandemia di Covid del 2020. Per far ripartire il settore sarebbe necessario innanzitutto aggiornare la normativa vigente che è la numero 323 del 2000 a partire dal nodo delle competenze attualmente frammentate tra Regioni e Comuni.
Dalla fotografia emersa dal Rapporto Unioncamere-Isnart, sottolinea il presidente di Unioncamere Andrea Prete, “il termalismo si conferma un prodotto strategico perché capace di tenere assieme percorsi di cura, salute e prevenzione, con un concetto di benessere in senso olistico, di cui c’è forte domanda, sia interna che internazionale”.
“I dati confermano che il turismo termale è un comparto in forte evoluzione capace di generare decisivo valore economico per i territori e di intercettare una domanda, nazionale e internazionale sempre più qualificata. La nuova offerta di prodotto deve rispondere a questi cambiamenti puntando su qualità, personalizzazione dei servizi e integrazione tra salute, prevenzione e benessere anche in una logica complementare al sistema sanitario”, ha dichiarato Renzo Iorio, presidente Federterme Confindustria.
Nel sottolineare la necessità di “continuare a sostenere il nostro sistema termale perché ci aiuta moltissimo anche nella destagionalizzazione” la ministra del Turismo Daniela Santanchè, in un videomessaggio al convegno, ha osservato che “si parla sempre di overtourism e di undertourism. Voi ci date la possibilità, con le vostre offerte sulle terme, di promuovere quelle parti meno conosciute ma non meno belle del Paese”.