2022: ancora un anno di passione ma, si spera, di rigenerazione

(di Toti Piscopo) Si conclude il secondo anno dell’era pandemica e ci apprestiamo a dare il benvenuto a questo 2022 che, nonostante impegni e speranze, sembra andare in continuità rispetto ai precedenti. Due anni horribilis in cui siamo stati testimoni e protagonisti di una tragedia mondiale illimitata e dai contorni oscuri. Ma nonostante sofferenze e sacrifici, passi in avanti sono stati fatti grazie a quel mondo scientifico che, tramite i vaccini, ci ha dato significativi elementi di difesa tali da farci intravedere la luce alla fine di questo lungo tunnel.

La pandemia da coronavirus ha infatti lasciato il segno non solo per l’emergenza sanitaria che tanti lutti ha generato – è stato scritto nel documento Il coraggio di agire per vivere e non sopravvivere – ma anche per la conseguente crisi economica e sociale in cui si è evidenziata la fragilità del sistema Paese, debole nelle sue infrastrutture, ma più forte nella convinzione che, nonostante emergenze, e contraddizioni, sia giunto il momento di ripartire, di rimboccarsi le maniche e di rimettere in moto l’economia di un Paese piegato ma non spezzato e che vuole recuperare credibilità e identità nazionale puntando su antichi e sani valori mai sopiti. Un percorso auspicato da Papa Francesco, indicato dal Presidente Mattarella, perseguito dal Presidente Draghi”.

Ma la strada da percorrere è ancora lunga e questo 2022 si presenta ancora come un anno di passione, ma anche di rigenerazione. Un anno politicamente impegnativo perché si determineranno i nuovi assetti di vertice dello stato democratico e una governance economica-finanziaria che dovrebbe portarci  fuori dalle secche economiche. Un anno di forte contrasto al virus, con cui dovremo imparare a convivere,  e di contenimento all’emergenza sanitaria.

Un anno che andrà affrontato con profondo senso di responsabilità, del singolo e della collettività, e con un maggiore impegno da parte delle imprese piccole e medie, da sempre spina dorsale di uno Stato che dovrà offrire certezze, efficienza, tempestività, garanzie.

E la filiera turistica, tra le più provate dei settori economici, dovrà continuare a resistere, anche se la debolezza di sistema non la rende competitiva sui mercati internazionali, bruciando le potenzialità di cui il nostro Paese gode sul piano dell’attrattività.

Ma, nonostante tutto, ottimismo e speranza si fondono all’alba di questo nuovo anno, tutti quanti animati da quella passione, spirito di adattamento e creatività che professionisti ed imprese turistiche in tutte le regioni d’Italia esprimono riuscendo ancora ad animare i sogni di chi ama viaggiare. Ottimismo e speranza con il quale accogliamo questo nuovo anno, formulando a tutti i nostri lettori, clienti e amici i migliori auguri di buona salute e di serenità.

editore:

This website uses cookies.