venerdì, 14 Maggio 2021

Il Portogallo investe sul turismo e presenta strategia per prossimi 10 ann

Alla BTL di Lisbona appena conclusasi, il Portogallo ha dimostrato di avere le idee chiare in tema di turismo. Il Paese punta ad affermarsi come modello di riferimento nel settore turistico. “Guidare al futuro del turismo” è il leitmotiv della Strategia per il Turismo 2027 (ET 27), il quadro strategico per il turismo in Portogallo per i prossimi 10 anni. L’obiettivo è affermare il turismo come hub per lo sviluppo economico, sociale e ambientale su tutto il territorio, posizionando il Portogallo come una delle mete turistiche più competitive e sostenibili in tutto il mondo.
Secondo i dati INE, il Portogallo ha registrato un record di pernottamenti, raggiungendo un nuovo massimo di 53,5 milioni (+9,6% rispetto all’anno precedente). Il turismo ha chiuso l’anno con una crescita del 10,7% dei ricavi, attestandosi a 12,7 miliardi di euro (+1,2 miliardi di euro) e rappresentano il 16,7% del totale delle esportazioni. ET 27 definisce obiettivi economici in termini di pernottamento e più in generale in termini di entrate del settore turistico, con una chiara focalizzazione sulla coesione territoriale e sulla crescita qualitativa finalizzate a raddoppiare in 10 anni i ricavi turistici.
L’obiettivo è portare la crescita da 12,7 miliardi di euro nel 2016 a 26 miliardi di euro nel 2027 e il numero di pernottamenti dagli attuali 53,5 milioni (2016) agli 80 milioni di pernottamenti. Dal punto di vista sociale, questa strategia prevede 3 obiettivi: estendere l’attività turistica tutto l’anno, proponendo di arrivare al 2027 con un tasso di stagionalità più basso che mai; aumentare le qualifiche dei professionisti del turismo raddoppiando il livello di qualifiche della istruzione secondaria e post-secondaria e garantire che il turismo crei un impatto positivo sulle regioni in cui si svolge attività turistica. Tutto questo con la consapevolezza che oltre il 90% della popolazione residente considera positivo l’impatto del turismo nel suo territorio. Si definiscono anche obiettivi ambientali, con la certezza che oltre il 90% delle imprese turistiche adotta misure di uso efficiente di energia e acqua e sviluppa azioni di gestione ambientale dei rifiuti.
La Strategia per il Turismo 2027 impone una visione che definisce le priorità individuate in 5 aree strategiche: 1. valorizzare il territorio – permettendo la fruizione del patrimonio storico e culturale; 2. rilanciare l’economia – stimolando la competitività delle imprese, semplificando e riducendo la burocrazia; 3. migliorare la conoscenza – con misure che valorizzino le professionalità del turismo attraverso la formazione; 4. generare reti e connettività – attraverso il rafforzamento delle rotte aeree durante tutto l’anno; 5. progetto Portogallo – aumentando la notorietà del Portogallo sui mercati internazionali come destinazione da visitare.
Questo documento presenta una visione a lungo termine che si integra con le azioni concrete nel breve periodo, consentendo in tal modo di operare con maggiore consapevolezza strategica nel presente e, allo stesso tempo, inquadrare il futuro quadro comunitario di sostegno 2021-2027.
“La ET 27 è una strategia progettata per il bene del Paese nel suo complesso. Deve essere dinamica, viva, trasversale, attenta al mercato e alle sue tendenze e ci permetterà di fare del Portogallo un Paese più coeso, distintivo e vivibile – afferma Ana Mendes Godinho, segretaria di Stato per il Turismo – Il lavoro coordinato e teso a obiettivi comuni portato avanti nel 2016 ha dimostrato come il turismo rappresenti un’attività sostenibile e redditizia, un settore essenziale per definire gli obiettivi che vogliamo raggiungere come sistema Paese e le azioni necessarie per farlo”.
“È essenziale che l’attività turistica si estenda da nord a sud e dalla costa verso l’interno e non si limiti alle destinazioni tradizionali -afferma Luís Araújo, presidente di Turismo del Portogallo – Nell’analisi del settore turismo sono stati individuati alcuni punti critici che meritano l’attivazione di specifiche politiche pubbliche. Le imprese undercapitalised, ovvero quelle che impiegano lavoratori a basso reddito, la persistenza di barriere burocratiche e la stagionalità hanno bisogno di una maggiore sensibilizzazione sui mercati internazionali. È stato importante ascoltare, discutere e allinearsi con gli operatori del turismo sulle diverse attività sulle quali è necessario lavorare insieme in modo sistematico, perché la responsabilità è condivisa. La nostra ambizione è che l’economia nazionale fruisca di questa che è tra le attività più fertili in termini di ricchezza e occupazione in Portogallo”.

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