Carta di Amalfi, al Destination Lab di Rimini il modello per gestire i flussi turistici
30 Aprile 2026, 12:20
A un anno dalla sua nascita, la Carta di Amalfi si consolida come una delle esperienze più concrete a livello nazionale per la gestione dei flussi turistici. L’iniziativa è stata al centro di un panel al Destination Lab di Rimini, evento organizzato da Teamwork Hospitality e moderato da Lucilla Incorvati, occasione per fare il punto su un percorso che in meno di dodici mesi è passato da intuizione a modello operativo condiviso.
Nata nell’aprile 2025, la Carta di Amalfi è stata concepita come risposta alla crescente necessità di governare in modo più efficace e sostenibile i grandi flussi turistici. Il progetto si fonda sulla collaborazione diretta tra sindaci di destinazioni ad alta vocazione turistica, con l’obiettivo di superare la frammentazione decisionale e costruire soluzioni comuni.
Durante l’incontro sono intervenuti alcuni dei primi amministratori coinvolti nel network.
“La Carta di Amalfi nasce più da un’intuizione che da un’intenzione”, ha spiegato Paolo Falco, sindaco di Capri, ricordando come il progetto abbia preso forma da un confronto informale tra amministratori durante l’Assemblea Anci di Torino. Da quel momento il percorso si è sviluppato attraverso tappe istituzionali significative, dal convegno di Amalfi dell’aprile scorso all’apertura di un tavolo di lavoro presso il Ministero del Turismo, fino alla partecipazione all’Assemblea ANCI di Bologna e al Forum Internazionale del Turismo.
Tra i temi centrali affrontati dalla Carta figurano la gestione dei picchi turistici, la regolazione dell’offerta ricettiva, il riconoscimento delle Zone Turistiche Speciali e l’introduzione di strumenti fiscali e normativi più flessibili per i territori ad alta pressione turistica.
“I problemi dei picchi turistici sono comuni a tutti noi”, ha sottolineato Vito Carrieri, sindaco di Polignano a Mare, evidenziando la forte crescita dell’extralberghiero nel proprio territorio e la necessità di linee guida che tutelino al tempo stesso l’accoglienza e la qualità della vita dei residenti. Sulla necessità di nuovi strumenti si è soffermato anche Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso: “Per gestire grandi flussi servono strumenti adeguati. Non chiediamo più risorse, ma condizioni normative e fiscali che permettano ai territori di governare il fenomeno”.
Il valore della collaborazione tra amministrazioni è stato evidenziato anche da Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo – Madonna di Campiglio, che ha ricordato come la rete abbia già ottenuto un primo risultato concreto con il recepimento di alcune istanze dei Comuni turistici nel recente Decreto Sicurezza.
Tra i prossimi sviluppi è allo studio un documento promosso dal Comune di Capri dedicato alla sicurezza nelle aree portuali, con l’obiettivo di definire un modello replicabile anche in altri contesti turistici, sia balneari che montani.
Oggi la rete della Carta di Amalfi coinvolge 25 destinazioni turistiche e si propone come interlocutore attivo nel dibattito nazionale sul futuro del turismo, con un dialogo già avviato con istituzioni e organismi di rappresentanza. L’invito, condiviso dai sindaci promotori, è quello di ampliare ulteriormente la rete: l’obiettivo resta individuare strumenti normativi che consentano di governare il turismo nel rispetto delle comunità locali, garantendo un equilibrio sostenibile tra residenti e visitatori.