Nautica: a Genova l’appello per una visione integrata

Decidi tu come informarti su Google
Aggiungi TravelNoStop alle tue Fonti preferite: quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Dalla Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata a Genova da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas nell’ambito del Salone Nautico, è emersa la necessità di trasformare il mare in un’unica piattaforma strategica per l’economia italiana. Da sola, l’Economia del Mare vale oggi 224,9 miliardi di euro (pari all’11,4% del PIL) con oltre 1,13 milioni di occupati, mostrando un moltiplicatore economico di 1,8 per ogni euro direttamente generato.

La filiera punta a superare le frammentazioni attraverso un piano di interventi mirati a costo zero, regole agili e un quadro di riforme infrastrutturali:

Richiesta di regole e semplificazione normativa: Massimo Caputi e le associazioni di categoria sollecitano il Governo per un aggiornamento normativo a costo zero. In particolare, si chiede al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini l’inserimento nel prossimo Decreto Infrastrutture di misure per la riqualificazione dei porti turistici e un piano nazionale per gli scivoli a mare, per favorire il rientro delle imbarcazioni sotto la bandiera italiana. Sul fronte internazionale, si auspica un intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani per velocizzare il rilascio dei visti turistici individuali (es. Cina, Asia, Russia), i cui tempi penalizzano l’Italia rispetto a Francia e Spagna.

L’impatto economico del diportismo: i dati dello studio Deloitte per Confindustria Nautica (Yachting Tourism and Economic Contribution) evidenziano un impatto del turismo nautico pari a 5,7 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi generati dalla spesa turistica effettuata a terra.

Tenuta dei porti e riforme di settore: secondo le rilevazioni Assomarinas-Federturismo, la domanda di ormeggi stanziali cresce del 2,9%, trainata anche dall’aumento dei superyacht e delle attività legate al charter e al refitting. Per sostenere il comparto, Assomarinas richiede la revisione della legge speciale sui porti turistici (DPR 509/97) e la classificazione catastale E1 per le strutture nautiche.

All’incontro hanno preso parte Massimo Caputi (Federturismo Confindustria), Piero Formenti (Confindustria Nautica), Roberto Perocchio (Assomarinas), Mario Zanetti (Confindustria per l’Economia del Mare), Giovanni Acampora (Assonautica Italiana) e il Sottosegretario al Turismo Gianmarco Mazzi.

“Il mare per l’Italia è industria, lavoro, infrastruttura e soprattutto filiera – dice Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria – La sfida è distribuire il valore sui territori collegando porti, città, nautica, accoglienza ed entroterra. Non chiediamo fondi ma regole moderne per eliminare la burocrazia che frena lo sviluppo”.

“I dati dimostrano che la nautica è un potente attivatore per le altre filiere economiche del Paese – sottolinea Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica – Per esprimere appieno questo potenziale servono interventi per l’accessibilità, dalla riqualificazione degli approdi al piano per gli scivoli a mare”.

“Registriamo una domanda solida e una persistente vivacità dei transiti di grandi unità internazionali – conclude Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas – Per consolidare questa crescita occorrono la riforma del DPR 509/97 e l’inquadramento catastale in categoria E1 per i porti turistici”.

Resta sempre aggiornato sul mondo del turismo!
Registrati gratuitamente e scegli le newsletter che preferisci: ultime news, segnalazioni degli utenti, notizie locali e trend di turismo. Personalizza la tua informazione, direttamente via email.
Iscriviti ora
seguici sui social