sabato, 15 Giugno 2024

I parchi divertimento ripartono: investimenti su attrattività e personale

Con l’arrivo dei mesi estivi riparte l’industria dei parchi divertimento italiani. Nel 2023 le imprese del comparto investiranno oltre 120 milioni di euro tra ampliamenti e nuove attrazioni. Investimenti che hanno già comportato un incremento del 20% dei posti di lavoro, per un totale di oltre 30.000 occupati, di cui 20.000 assunzioni stagionali da inserire entro l’estate e 10.000 dipendenti fissi.
“Il settore dei parchi divertimento è fondamentale per il turismo ed è un volano per il territorio, con il suo indotto in termini di giro d’affari e occupazione. Le aziende del comparto stanno confermando e sostenendo gli investimenti, pur avendo ricevuto, tra ritardi e cavilli burocratici, aiuti insufficienti dopo la pandemia. Chiediamo al Governo una maggiore attenzione per il nostro comparto, favorendo sia i piccoli e medi imprenditori che ne costituiscono l’ossatura e possono contare solo sulle proprie forze, sia i grandi gruppi che hanno alle spalle fondi di investimento o multinazionali dell’intrattenimento”, ha detto Luciano Pareschi, presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani – Confindustria.

Il settore è destinato a crescere anche nel medio periodo: nel prossimo triennio sono in previsione progetti per 450 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare la competitività del comparto, allineandolo ai big player internazionali per quantità, varietà e attrattività delle proposte.

“La parola chiave è semplificazione – aggiunge Maurizio Crisanti, segretario Associazione Parchi Permanenti Italiani – per la creazione di un mercato del lavoro più dinamico e flessibile e per facilitare le relazioni tra le imprese e le istituzioni, affinché insieme si possano affrontare le nuove sfide che ci aspettano in futuro. Il rischio è la perdita di competitività, per l’incapacità di aggiornare l’offerta turistica italiana con contenuti che devono lavorare sinergicamente con il grande patrimonio storico, culturale e naturalistico del Paese”.

Il comparto è composto da 230 strutture tra parchi faunistici, avventura, tematici e acquatici. Nel 2019, a fronte di 450 milioni di fatturato di biglietteria, l’indotto relativo a merchandising, ristorazione e altre attività interne ai parchi è stato di 1 miliardo di euro e di 2 miliardi se si considerano le attività esterne, come hotel, attività di manutenzione e altri servizi, per un totale di oltre 60.000 addetti.

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