martedì, 28 Settembre 2021

Enav: anche nel 2014 politica tariffaria a favore del sistema

La privatizzazione dell'Enav, che il governo è impegnato a portare avanti rapidamente, suscita l'appetito dei grandi investitori del Golfo, ormai da tempo interessati agli asset italiani, ma anche del Nord Europa. La messa sul mercato del 40% dell'ente potrebbe infatti anticipare un percorso comune in Europa, dove, dopo l'esempio della Gran Bretagna, l'Italia potrebbe fare da apripista verso la privatizzazione e il consolidamento dei service provider dell'aviazione.ù
Intanto, per il 2014, l'Enav proseguirà con la sua politica tariffaria "a favore del sistema" che ha già portato ad un taglio del 25% nell'ultimo quadrimestre 2013, secondo quanto annunciato dall'amministratore unico, Massimo Garbini. L'obiettivo è quello di diversificare gli sconti in base ai movimenti degli scali in base al principio "maggiore traffico-maggiore sconto". Tre le fasce: oltre 225 mila movimenti l'anno (in pratica solo Fiumicino) da 246 a 195 euro (-27,4%), oltre i 70 mila (Malpensa, Linate, Venezia) a 214 euro (-20,6%), sotto i 70 mila, per la quale la tariffa sarebbe dovuta essere maggiore di 300 euro, a 246 euro.
Le tariffe, spiega ancora il manager, incidono comunque relativamente poco sui bilanci delle compagnie aeree, non più del 6-7%. La prima voce di costo è il carburante e la vera sfida è agire proprio su quella, riducendo per esempio i percorsi dei voli. Tratte più brevi significano infatti meno costi e meno inquinamento. Per questo, dopo il primo progetto-test We Free di fine 2013 di rotte aeree 'sostenibili' fra l'aeroporto parigino Charles De Gaulle e otto scali italiani, l'Enav cercherà di replicare l'esperimento con altre capitali europee, per esempio Londra e Amsterdam.

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