Iata chiede sostegno ai governi: il Covid costerà 132 mld alle compagnie

Salgono a 157,2 miliardi di dollari (circa 132,4 miliardi di euro) le perdite in cui incorreranno le compagnie aeree nel biennio 2020-21, secondo le stime della Iata. La revisione dell’outlook per il settore evidenzia che “le pesanti perdite dell’industria proseguiranno nel 2021, anche se si può prevedere un miglioramento della performance” l’anno prossimo. Per il 2020 la previsione è di un rosso di 118,5 miliardi di dollari (99,8 miliardi di euro), rispetto agli 84,3 miliardi stimati a giugno, mentre la perdita 2021 si amplierà a 38,7 miliardi (32,6 miliardi di euro), dai 15,8 miliardi di dollari della precedente stima.

“Abbiamo bisogno di riaprire i confini in modo sicuro senza quarantena in modo che le persone volino ancora. E con le compagnie che si attendono di perdere cassa almeno fino al quarto trimestre del 2021 non c’è tempo da perdere”, ha esortato Alexandre de Juniac, direttore generale della Iata.

Il 2020 vedrà il settore perdere mezzo trilione di dollari di ricavi (da 838 a 328 miliardi), nonostante il taglio di 365 miliardi di costi, e 2,7 miliardi di passeggeri (da 4,5 a 1,8). “I libri di storia registreranno il 2020 come il peggior esercizio finanziario per l’industria, senza eccezioni. Le compagnie hanno tagliato i costi in media di un miliardo di dollari al giorno e ancora chiuderanno con perdite senza precedenti. Se non fosse stato per i 173 miliardi di dollari di sostegno finanziario dei governi avremmo visto bancarotte su larga scala”, ha aggiunto de Juniac.

Quanto al 2021, ipotizzando un’apertura dei confini per la metà dell’anno grazie alla crescente disponibilità di un vaccino, i ricavi sono attesi risalire a 459 miliardi di dollari e i passeggeri a 2,8 miliardi, ma anche i costi aumenteranno di 61 miliardi. “Entro la fine del 2021 ricavi più robusti miglioreranno la situazione ma la prima parte dell’anno prossimo appare ancora molto sfidante”. Nonostante i miglioramenti del 2021, “la strada per la ripresa sarà lunga e difficile” con i volumi dei passeggeri che non torneranno ai livelli del 2019 “almeno fino al 2024, con i mercati domestici, che si riprenderanno prima di quelli internazionali”. Per la Iata, oltre a una riapertura dei confini in sicurezza, occorre ancora sostegno da parte dei governi, nonostante i 173 miliardi di dollari di aiuti già stanziati: “serve di più in quanto la crisi sta durando più a lungo di quanto si era immaginato”. “Accompagnare il trasporto aereo verso la ripresa è uno degli investimenti più importanti che i governi possano fare”, sottolinea de Juniac ricordando che “viaggi e turismo rappresentano il 10% del pil mondiale”.

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