lunedì, 18 Gennaio 2021

‘Futourist’: ecco il progetto che valorizza le mete alpine meno note

‘Futourist’ ITAT 2011 è un progetto finanziato da Interreg V-A Italia Austria 2014-2020 (Fondi FESR) e realizzato dalla Cciaa di Treviso-Belluno, in collaborazione con i partner transfrontalieri Comune di Asiago e Tiroler Umweltanwaltschaft.

Si tratta di un progetto che cercherà di valorizzare le località alpine meno note e sconosciute al turismo di massa che si prestano perfettamente a nuovi format turistici, promuovendo un tipo di turismo ‘soft’, emozionale e tematico, che va di pari passo con la cura e la conservazione dei preziosi gioielli della natura e con l’educazione ambientale.

Futourist si pone l’obbiettivo di aumentare il numero di arrivi nell’area di progetto attraverso la promozione dell’asset transfrontaliero di itinerari tematici. All’interno di sette aree selezionate (3 in provincia di Belluno, 1 ad Asiago e 3 in Tirolo) saranno infatti individuati 40 itinerari ed azioni tematiche, di interesse naturale, culturale, paesaggistico ed enogastronomico da valorizzare attraverso le attività progettuali.

Le destinazioni turistiche coinvolte del Veneto sono Asiago, Dolomiti Prealpi, Alpago ed Agordino, mentre quelle del Tiroler Umweltanwaltschaft sono le aree pilota di Brandenberg, Tiroler Gailtal e Tiroler Oberland.

Sempre più visitatori manifestano il desiderio di passare il tempo in ambienti naturali per compensare lo stress e la mancanza di movimento della vita quotidiana. Futourist offre la possibilità di vivere esperienze uniche in un ambiente ancora incontaminato. La natura e i paesaggi mozzafiato, con le peculiarità e diversità delle loro aree abitate, sono caratteristiche distintive delle Alpi. Attraverso la valorizzazione degli spazi naturali questa potenzialità potrà essere sfruttata in maniera sostenibile. Alcuni studi evidenziano come le esperienze vissute in ambienti incontaminati hanno effetti positivi sul benessere fisico e mentale dei visitatori.

Infine, un aspetto altrettanto importante da considerare è l’impatto economico del progetto. La sostenibilità turistica poggia infatti su una nuova coscienza collettiva del visitatore ma anche deve crescere su solide basi di sostenibilità finanziaria, per questo le infrastrutture vengono mantenute e l’identità dell’area viene rafforzata. Oggi i prodotti autentici e regionali sono più popolari che mai: uno sviluppo sostenibile delle aree montane è quindi possibile.

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