Pet tourism vale 9,5 miliardi ma potrebbe raddoppiare
18 Maggio 2026, 11:30
In vacanza con gli amici animali: un mercato molto interessante e promettente per il mondo del turismo visto che in Italia i cani e i gatti registrati sono ormai circa 16,5 milioni ovvero 2,3 volte superiori ai figli di età inferiore ai 14 (che quindi vanno ancora in vacanza con i genitori) ma che viene però ancora visto con reticenza dagli operatori e dalle destinazioni. Emerge dalla ricerca di Jfc ‘Dalla carrozzina al guinzaglio. L’evoluzione sociale e l’incidenza sul turismo dei pets’.
“Un fenomeno non solo italiano – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca – se si considera che a livello europeo si contano 89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di gatti da affezione, generando così un totale pari a 198 milioni circa di cani e gatti da compagnia. E si tratta di una clientela che, nell’estate 2026, prediligerà le destinazioni montane e appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania. Quest’anno gli italiani soggiorneranno mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del proprio cane o gatto, spendendo 22,20 euro in più al giorno per il proprio pet”.
Complessivamente, sono 3 milioni 975 mila i nuclei familiari che quest’anno faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio pet per oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane”, generando un valore stimato in 9 miliardi 560 milioni di euro. Tuttavia, il mercato potenziale è decisamente più elevato e potrebbe raggiungere quota 15 miliardi 802 milioni di euro secondo lo studio di Jfc. Anche se l’offerta italiana sembra non rendersene pienamente conto.
“Poche offerte, con limiti di vario genere, promosse quasi in silenzio – dice Feruzzi – per non creare fastidio agli altri clienti. Infatti, se da un lato le strutture ospitali, ad esempio i family hotels, si propongono con offerte che includono i bambini/ragazzi gratis anche sino ai 18 anni e con una serie di benefit dedicati (formula all inclusive con miniclub, animazione, free drink, menu bimbi, culle e fasciatori, etc.), dall’altro ancora troppe poche strutture offrono servizi dedicati agli animali e, soprattutto, molte richiedono ancora un supplemento. Senza considerare che alcune destinazioni creano vere e proprie barriere allo sviluppo del pet tourism: la proposta di un’imposta di soggiorno di 1,50 euro al giorno per cane per i turisti in Alto Adige – poi ritirata a novembre 2025 a causa delle forti critiche – è l’esempio più lampante di una scarsa visione di prospettiva”.